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	<title>Associazione Radicali Marche &#187; Varie</title>
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	<description>Conoscere per deliberare</description>
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		<title>Il tuo 5xmille alla libertà di ricerca scientifica</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 13:54:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[
E&#8217; partita la campagna dell&#8217;Associazione Luca Coscioni per la  destinazione del 5xMille alle campagne sull&#8217;autodeterminazione. Per attivarti condividi su Facebook, vai alla &#8220;pagina speciale&#8221; http://5xmille.lucacoscioni.it e invia cartoline, sms, messaggi ai tuoi amici. Puoi fare molto. Basta iniziare.
Anche quest&#8217;anno potrai sostenere l&#8217;Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica destinandole una quota pari al 5 per mille dell&#8217;IRPEF nella dichiarazione dei redditi.
È una donazione che non ti costa nulla (perché  verseresti comunque all&#8217;Erario quella quota di imposte), e che puoi  effettuare semplicemente con la tua dichiarazione dei redditi (modello  CUD, modello 730, modello Unico).
Per destinare il 5 per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/05/5xmilla-Luca-Coscioni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-1672" title="5xmilla Luca Coscioni" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/05/5xmilla-Luca-Coscioni.jpg" alt="" width="559" height="789" /></a></p>
<p>E&#8217; partita la campagna dell&#8217;Associazione Luca Coscioni per la  destinazione del 5xMille alle campagne sull&#8217;autodeterminazione. Per attivarti <a href="http://www.facebook.com/sharer.php?u=http%3A%2F%2F5xmille.lucacoscioni.it%2F&amp;t=5xmille%20-%20Associazione%20Luca%20Coscioni&amp;src=sp">condividi su Facebook</a>, vai alla &#8220;pagina speciale&#8221; <a href="http://5xmille.lucacoscioni.it/">http://5xmille.lucacoscioni.it</a> e invia cartoline, sms, messaggi ai tuoi amici. <strong>Puoi fare molto. Basta iniziare.</strong></p>
<p>Anche quest&#8217;anno potrai sostenere l&#8217;Associazione Luca Coscioni per la Libertà di Ricerca Scientifica <strong>destinandole una quota pari al 5 per mille dell&#8217;IRPEF</strong> nella dichiarazione dei redditi.</p>
<p>È una donazione che <strong>non ti costa nulla</strong> (perché  verseresti comunque all&#8217;Erario quella quota di imposte), e che puoi  effettuare semplicemente con la tua dichiarazione dei redditi (modello  CUD, modello 730, modello Unico).</p>
<p>Per destinare il 5 per mille all’Associazione Luca Coscioni è sufficiente:</p>
<ul>
<li><strong>apporre la propria firma</strong> nel riquadro <strong>“Sostegno  del volontariato e delle altre associazioni non lucrative di utilità  sociale, delle associazioni di promozione sociale e delle associazioni e  fondazioni riconosciute che operano nei settori di cui all&#8217;art. 10,  c.1, lett a), del D.Lgs. n. 460 del 1997”</strong>;</li>
<li><strong>riportare il codice fiscale dell’Associazione Luca Coscioni (97283890586)</strong> nell’apposito spazio subito sotto la firma.</li>
</ul>
<p>Le scelte di destinazione dell’8 per mille e del 5 per mille dell’IRPEF non sono in alcun modo alternative fra loro, e quindi <strong>possono essere espresse entrambe</strong>.</p>
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		<title>Riforma elettorale, dei partiti e del loro finanziamento</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Apr 2012 14:35:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Siamo contrari ad un dibattito tra pochi ed in poco tempo. Vogliamo che il  dibattito sia pubblico ed approfondito, che ciascuno si assuma le proprie  responsabilità, a cominciare da come si è spesa la parte eccedente le  spese effettivamente sostenute per i rimborsi elettorali&#8221;
Maurizio Turco, Deputato Radicale

Le  riforme, al momento presunte tali, sul sistema elettorale, la democrazia  interna ai partiti ed il finanziamento pubblico degli stessi entrerebbero in  vigore a partire dalle elezioni del 2013. C&#8217;è certamente urgenza di  arrivarci con un voto chiaro ma anche pubblico.
I Parlamentari non hanno  nessuna ragione ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><strong>&#8220;Siamo contrari ad un dibattito tra pochi ed in poco tempo. Vogliamo che il  dibattito sia pubblico ed approfondito, che ciascuno si assuma le proprie  responsabilità, a cominciare da come si è spesa la parte eccedente le  spese effettivamente sostenute per i rimborsi elettorali&#8221;</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em><a href="http://www.radicali.it/comunicati/20120410/riforma-elettorale-partiti-finanziamento-turco-radicali-eventuali-riforme-entrer" target="_blank">Maurizio Turco</a>, Deputato Radicale</em><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-medium wp-image-1643" title="Maurizio Turco" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/04/maurizio_turco_7-9_05_04_4_600x860_jpg-209x300.jpg" alt="" hspace="10" width="209" height="300" />Le  riforme, al momento presunte tali, sul sistema elettorale, la democrazia  interna ai partiti ed il finanziamento pubblico degli stessi entrerebbero in  vigore a partire dalle elezioni del 2013. C&#8217;è certamente urgenza di  arrivarci con un voto chiaro ma anche pubblico.</p>
<p style="text-align: justify;">I Parlamentari non hanno  nessuna ragione per nascondersi di fronte ai cittadini, anzi il  dibattito deve essere pubblico ed approfondito. Dibattito che veda  coinvolto innanzitutto il partitocratico servizio pubblico, quello che  ha sinora infierito la sevizia della disinformazione anziché assicurare  il diritto ad essere informati dei cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Nei prossimi giorni  i Parlamentari Radicali chiederanno a tutti i partiti di sottoscrivere una proposta di legge per  istituire una Commissione parlamentare di inchiesta per verificare  l&#8217;utilizzo dei soldi che i partiti hanno ricevuto dallo Stato a titolo  di rimborsi elettorali eccedenti le spese effettivamente riscontrate  dalla Corte dei Conti.</p>
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		<title>Carceri, Marche: il tour degli orrori</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Mar 2012 16:47:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Era partito il 27 Febbraio il tour della regione Marche per visitare  sette istituti penitenziari della regione. Si è partiti con carcere di  Montacuto e si è passati in rassegnata le carceri delle varie provincie.
 Oggi  questa esperienza è  terminata e ad esprimersi sulla questione è Roberto Raffaelli,  rappresentante del gruppo consiliare Idv in delegazione, che sottoscrive  quanto dichiarato dall’On. Borghesi, vice presidente dell’Italia dei  Valori alla Camera.
“Il ministro Severino solleciti interventi mirati per la polizia  penitenziaria. La situazione nelle carceri italiane non è più  sostenibile, e i primi a pagarne ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1616" title="carceri marche" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/03/carceri-marche-300x237.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="237" />Era partito il 27 Febbraio il tour della regione Marche</strong> per visitare  sette istituti penitenziari della regione. Si è partiti con carcere di  Montacuto e si è passati in rassegnata le carceri delle varie provincie.</p>
<p><strong> Oggi  questa esperienza </strong>è  terminata e ad esprimersi sulla questione è Roberto Raffaelli,  rappresentante del gruppo consiliare Idv in delegazione, che sottoscrive  quanto dichiarato dall’On. Borghesi, vice presidente dell’Italia dei  Valori alla Camera.</p>
<p>“<strong>Il ministro Severino </strong>solleciti interventi mirati per la polizia  penitenziaria. La situazione nelle carceri italiane non è più  sostenibile, e i primi a pagarne le conseguenze sono gli agenti di  custodia, con condizioni di lavoro molto difficili, ai limiti della  sopportazione. Ho fatto visita al carcere della mia città &#8211; spiega  Borghesi &#8211; ma idealmente alle strutture di detenzione di tutto il Paese,  proprio per rendermi conto, sia delle condizioni dei carcerati, che di  quelle degli addetti della polizia penitenziaria. Sempre più spesso  questi lavoratori sotto organico e sopportano anche il peso delle  diminuite condizioni di sicurezza all&#8217;interno delle carceri&#8221;.</p>
<p><strong>Le Marche</strong> sono la quarta regione d’Italia per sovraffollamento e, proprio il  carcere di Montacuto è diventato caso nazionale da quando lo scorso giugno Marco Pannella, Rita Bernardini e Segio Rovasio sono andati in  visita all’istituto penitenziario anconetano e a seguito di ciò, hanno  denunciato il grave stato di illegalità della struttura.</p>
<p><strong>Inoltre proprio lo scorso 18 Febbraio</strong>,  la dirigenza dell’associazione Radicali Marche ha visitato di nuovo il  carcere di Montacuto insieme al suo leader Marco Pannella, denunciandone  le condizioni di violazione di diritti umani nel convegno che si è  tenuto nel pomeriggio dello stesso giorno, dal titolo “Amnistia per la  giustizia, i diritti, la legalità”.</p>
<p><strong>Ad oggi l’unica soluzione</strong> sembra quella dell’Amnistia e di una complementare riforma del sistema  giustizia. Questione profonda e complessa dunque, quel che è certo è che  ancora oggi, nonostante la grande presa di coscienza dei politici e dei  cittadini, per molti il sovraffollamento delle carceri resta solo un  problema di numeri e di gestione. Ma nelle carceri c’è violenza,  violazione di diritto e diritti umani, siamo a rischio fusione e il  timer è all’ultimo giro di lancette.</p>
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		<title>Le prigioni malate d&#8217;Italia. Siamo i peggiori d&#8217;Europa.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 14:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Venerdì 16 marzo ad Ancona, presso l’aula del mare, al porto di  Ancona, l’associazione nazionale Antigone ha presentato l’ottavo rapporto sulle condizioni della detenzione in Italia. Per l’occasione sono stati presenti Patrizio Gonnella (Presidente nazionale Antigone) e Samuele Animali (Presidente Antigone Marche).
Gonnella ha parlato di un’Italia a macchia di leopardo, in cui vi sono istituti gestiti bene, senza violenza  e legali, come anche l’esatto contrario. Note positive ce ne sono state perché questo è stato l’anno della presa di coscienza, infatti se si pensa che fino a poco tempo fa avevamo un ministro (Castelli) che parlava di carceri ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/03/carcere01.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-1607" title="Carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/03/carcere01.jpg" alt="" hspace="10" width="250" height="190" /></a>Venerdì 16 marzo ad Ancona, presso l’aula del mare, al porto di  Ancona, l’associazione nazionale Antigone ha presentato l’ottavo rapporto sulle condizioni della detenzione in Italia. Per l’occasione sono stati presenti Patrizio Gonnella (Presidente nazionale Antigone) e Samuele Animali (Presidente Antigone Marche).</p>
<p>Gonnella ha parlato di un’Italia a macchia di leopardo, in cui vi sono istituti gestiti bene, senza violenza  e legali, come anche l’esatto contrario. Note positive ce ne sono state perché questo è stato l’anno della presa di coscienza, infatti se si pensa che fino a poco tempo fa avevamo un ministro (Castelli) che parlava di carceri come di alberghi a cinque stelle e oggi, abbiamo un Presidente della Repubblica che ha parlato di “prepotente urgenza nelle carceri” e un Governo tecnico che, indipendentemente dai contenuti, ha varato una legge apposita, si deve rilevare che c’è stato un passo in avanti.</p>
<p>Si è poi paragonato il nostro paese all’Europa: su circa 68.000 detenuti, abbiamo in carcere la più alta percentuale di detenuti in attesa di giudizio del continente (42%), la più alta percentuale di detenuti rei di aver violato la legge nazionale sulle droghe e la più alta percentuale di immigrati. Del resto proprio l’Europa, nel 2009, ha sanzionato il nostro paese per non aver garantito ai detenuti lo spazio minimo, al disotto del quale vi è la tortura: 3 metri quadrati.</p>
<p>I dati del Ministero? Un bluff per Gonnella, perché si parla di 45.000 posti letto quando almeno mille sono reparti chiusi, si parla del 20% dei detenuti che lavorano, ma quanti di questi lavorano stabilmente e non un’ora a settimana? Infine ha concluso parlando della questione dei suicidi e del fondamentale rapporto che le amministrazioni penitenziarie devono mantenere con il volontariato.</p>
<p>Proprio riguardo a quest’ultimo, Gonnella cita un caso di allontanamento di un volontario Caritas dal carcere di Montacuto e ha lanciato un’appello: “L’Italia non ha nulla da invidiare a nessuno perché c’è un mondo di impegno sociale, impegno che non deve mai essere messo alla prova con atti di forza […]. A Regina Coeli se non ci fosse stata la Caritas, i detenuti da Novembre a Gennaio avrebbero dormito senza materassi sulle coperte.</p>
<p>Allora siccome ad Ancona ci sono stati casi di volontari a cui immotivatamente non è stato concesso di proseguire la loro attività di volontariato, ritengo che queste cose debbano essere stigmatizzate[…]”. Chiediamo formalmente e ufficialmente &#8211; ha proseguito il presidente di Antigone &#8211; di riammettere in carcere tutti i volontari che, per un legittimo esercizio di diritto di critica, sono stati estromessi dall’attività di volontariato.</p>
<p>&#8220;Ha concluso l’incontro poi Samuele Animali sulle Marche, parlando di un consiglio regionale che si sta occupando della questione carceri, di un garante civico che lavora a pieno regime, di due giornali che sono nati nelle carceri di Ancona e Ascoli Piceno, ma anche di una regione che rispecchia a pieno la fotografia nazionale. Anche le Marche sono dunque a macchia di leopardo, per dimostrarlo Animali è partito dal caso più eclatante che è Montacuto, uno tra i più sovraffollati d’Italia, di fronte al quale ci sono carceri come quello di Fossombrone e Barcaglione che sono mezzi vuoti.</p>
<p>Ma queste carceri non sono la risposta a Montacuto in quanto inadatte ad ospitare carcerati, nelle celle non ci sono le grate e sono stati aperti perché due Governi fa si dovevano aprire delle carceri nuove. Per Animali questo dimostra come, la lettura secondo la quale la soluzione al sovraffollamento è la costruzione di nuove carceri, sia sbagliata.</p>
<p>Ma che cos’è in fondo il sovraffollamento? Un problema di numeri che non tornano per molte persone e per molte amministrazioni, ma nonostante la coscienza e l’attenzione dell’opinione pubblica si sia risvegliata su questo tema negli ultimi mesi, le carceri italiane restano ad oggi ancora dei luoghi in cui si muore, si violano le norme dell’ordinamento penitenziario, si subiscono torture e ingiustizie.</p>
<p>E quando ci chiediamo che cos’è il sovraffollamento, potremmo risponderci come risponderebbe Patrizio Gonnella: il sovraffollamento è lo schizofrenico del carcere di Teramo che dorme al terzo piano di un letto a castello non a norma, cade durante una crisi e resta paralizzato.</p>
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		<title>Basta mimose. Più diritti.</title>
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		<pubDate>Thu, 08 Mar 2012 11:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo entrati nelle sezioni femminili delle carceri italiane. Abbiamo visto donne e qualche volte i loro bambini. Abbiamo visto la tortura dello Stato che parcheggia vite in spazi angusti, che dimentica quelle donne in cella per 22 ore, senza possibilità di fare nulla. Abbiamo parlato con loro che ci hanno raccontato l&#8217;assenza di ginecologi in carcere, l&#8217;assenza di acqua calda, di riscaldamento l&#8217;inverno.
Siamo stati per le strade a mezzanotte, in quei viali dove le lucciole accendono la notte. Abbiamo visto donne vittime della tratta. A volte poco più che ragazzine. Ci hanno parlato dei loro problemi, dell&#8217;effetto criminogeno delle ordinanze ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1601" title="donne" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/03/donne-300x254.gif" alt="" hspace="10" width="300" height="254" /><a href="http://www.radicalimarche.org/">Siamo</a> entrati nelle <strong>sezioni femminili delle carceri</strong> italiane. Abbiamo visto donne e qualche volte i loro bambini. Abbiamo visto la tortura dello Stato che parcheggia vite in spazi angusti, che dimentica quelle donne in cella per 22 ore, senza possibilità di fare nulla. Abbiamo parlato con loro che ci hanno raccontato l&#8217;assenza di ginecologi in carcere, l&#8217;assenza di acqua calda, di riscaldamento l&#8217;inverno.</p>
<p><a href="http://www.certidiritti.it/">Siamo</a> stati per le strade a mezzanotte, in quei <strong>viali dove le lucciole accendono la notte</strong>. Abbiamo visto donne vittime della tratta. A volte poco più che ragazzine. Ci hanno parlato dei loro problemi, dell&#8217;effetto criminogeno delle ordinanze antiprostituzione, del proibizionismo che aiuta le tratte, l&#8217;illegalità, la violenza. E conosciamo quelle donne che si prostituiscono volontariamente, le sex-workers, che non capiscono perchè il loro lavoro debba rientrare nell&#8217;illegalità. Qualcuna si finge massaggiatrice, qualcuna accompagnatrice. Non hanno copertura previdenziale. Non hanno copertura sanitaria per problemi lavoro-correlati.</p>
<p><a href="http://www.radicalparty.org/">Siamo</a> stati tra le <strong>amiche transessuali</strong>. Abbiamo visto donne discriminate, donne che stanno affrontando un percorso difficile e che spesso vengono emerginate dalla società. Abbiamo visto donne senza una protezione sanitaria, senza aiuto nell&#8217;inserimento al lavoro, senza sostegno nella formazione professionale. Abbiamo visto donne che non vengono riconosciute come tali. Donne che il più delle volte soffrono solo per aver cercato e trovato la propria strada.</p>
<p><a href="http://www.noncepacesenzagiustizia.org/">Siamo</a> stati tra le <strong>donne mutilate, escisse, infibulate</strong>. Abbiamo sentito un grido di dolore, una richiesta di aiuto. Ci hanno raccontato di loro, ancora bambine, della festa organizzata nel proprio paese per la loro escissione, della radio che avvisava i paesi vicini del grande evento. Ci hanno raccontato della donna arrivata con il bisturi. Del sangue. Del loro clitoride a terra e dell&#8217;enorme sofferenza. Ci hanno parlato delle amiche morte per le infezioni, delle amiche scappate prima di farsi inflibulare e mai più riviste, delle amiche morte per un parto che diventa innaturale e straziante.</p>
<p><a href="http://teniamofamiglia.blogspot.com/">Siamo</a> stati tra le <strong>compagne omosessuali</strong>. Donne che non hanno diritto ad accedere ad un mutuo quando decidono di affrontare un percorso d&#8217;amore insieme, che non hanno diritto agli sconti dei trasporti dedicati alle famiglie, che non si possono sposare e che non possono adottare un figlio, nemmeno quando si tratta del figlio della partner.</p>
<p>Siamo stati in Italia ed abbiamo visto il mondo. Le donne non vogliono mimose. <strong>Vogliono diritti.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Quando la politica dovrebbe imparare dallo spettacolo</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 19:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Laura Viezzoli</dc:creator>
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		<description><![CDATA[All’età di 75 anni, ancora bellissime e brillanti, all’avvio  dell’ennesima tournè che le vedrà ballare per tutta Italia, le Gemelle  Kessler dichiarano senza timori: &#8220;se una di noi andrà in stato vegetativo, l’altra l’aiuterà ad uscire di scena&#8221;.
Un dichiarazione che trova eco in tutte le testate nazionali e che  inizia a saltellare di quotidiano in quotidiano, di blog in blog, di  social network in social network. il Giornale pubblica la notizia con un&#8217;insolita neutralità; la Repubblica coglie l’occasione per un sintetico ma puntuale excursus sulla situazione legislativa in materia, il Corriere utilizza questa intro, che ha ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1548" title="Gemelle Kessler" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/02/09_65-Gemelle-Kessler-300x300.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="300" />All’età di 75 anni, ancora bellissime e brillanti, all’avvio  dell’ennesima tournè che le vedrà ballare per tutta Italia, le Gemelle  Kessler dichiarano senza timori: <strong>&#8220;se una di noi andrà in stato vegetativo, l’altra l’aiuterà ad uscire di scena&#8221;.</strong></p>
<p>Un dichiarazione che trova eco in tutte le testate nazionali e che  inizia a saltellare di quotidiano in quotidiano, di blog in blog, di  social network in social network. <a href="http://www.ilgiornale.it/cronache/il_patto_kesslerse_va_comaaltra_laiuta_morire/eutanasia-gemelle_kessler-stato_vegetativo-coma-accordo-patto-chi/31-01-2012/articolo-id=569807-page=0-comments=1" target="_blank">il Giornale</a> pubblica la notizia con un&#8217;insolita neutralità; <a href="http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2012/02/01/kessler-shock-tra-di-noi-un-patto.html" target="_blank">la Repubblica</a> coglie l’occasione per un sintetico ma puntuale excursus sulla situazione legislativa in materia, <a href="http://www.corriere.it/spettacoli/12_gennaio_31/kessler-patto-eutanasia_1e61625e-4c31-11e1-8f5b-8c8dfe2e8330.shtml" target="_blank">il Corriere</a> utilizza questa intro, che ha dentro un vero e proprio ribaltamento di  prospettiva: &#8220;Dopo tanta vita insieme, non sarà la malattia a rompere  l’incantesimo del leggendario sodalizio&#8221;.</p>
<p>Il Mondo dello Spettacolo dà un calcio al Mondo della Politica,  dimostrando per l’ennesima volta che il tema del &#8220;fine vita&#8221; ha un  diffuso desiderio di essere discusso ed affrontato. E mentre la Politica  è immobile dentro ai propri contorti impasse ideologici, <strong>la  bellezza ironica delle gemelle Kessler porta quel grande tabù tutto  italiano del &#8220;fine vita&#8221;, là dove dovrebbe stare: a braccetto con  l’amore e la pietà, un sodalizio di cui non aver paura.</strong></p>
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		<title>Solo uomini in giunta? La minoranza del Consiglio denuncia il sindaco al Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Succede a Mondolfo, comune della provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche. Il sindaco Pietro Cavalli (Partito  Democratico) eletto nelle elezioni del 15 e 16 Maggio scorso, sarebbe  colpevole di aver costituito una Giunta comunale di soli uomini che, a  detta dell&#8217;opposizione in minoranza (lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; vicina  al centro destra),  sarebbe cosa giuridicamente e  politicamente molto grave e scandalosa in quanto, violerebbe sia lo  Statuto comunale, sia il principio di pari opportunità sancito  dalla Costituzione Italiana (art. 51).
Insomma  per la minoranza, il problema è che in un Comune come Mondolfo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13338&amp;Itemid=53"><img class="alignleft size-medium wp-image-1513" title="Mondolfo" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/Mondolfo-300x225.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="225" /></a>Succede a <strong>Mondolfo</strong>, comune della provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche. Il sindaco <strong>Pietro Cavalli </strong>(Partito  Democratico) eletto nelle elezioni del 15 e 16 Maggio scorso, sarebbe  colpevole di aver costituito una Giunta comunale di soli uomini che, a  detta dell&#8217;opposizione in minoranza (lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; vicina  al centro destra),  sarebbe cosa giuridicamente e  politicamente molto grave e scandalosa in quanto, violerebbe sia lo  Statuto comunale, sia il principio di pari opportunità sancito  dalla Costituzione Italiana (art. 51).</p>
<p>Insomma  per la minoranza, il problema è che in un Comune come Mondolfo di quasi  12 mila abitanti di cui almeno la metà donne, non si sia riusciti a  rispettare le famose quote rosa e ad inserire almeno una figura di  gentil sesso nella Giunta di Mondolfo. Nell&#8217;agosto 2011 è scattata  dunque la denuncia da parte della minoranza consiliare al Tar Marche  che, giovedì 12 Gennaio 2012, dovrà esprimersi in udienza sulla  questione.</p>
<p>&#8220;La cosa più paradossale &#8211; sottolinea <strong>Carlo Diotallevi</strong>, consigliere comunale della lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; -  è  che a Settembre, il Giudice si era espresso invitando il sindaco a  cercare una donna da inserire nella Giunta e lui avrebbe dichiarato in  Consiglio che, tra le donne da lui contattate, non sarebbe riuscito a  trovarne una disponibile a fare l&#8217;assessore.</p>
<p>La  verità è che questa Giunta è il frutto di accordi pre-elettorali che  verrebbero sconvolti nel caso in cui dovesse adempiere all&#8217;obbligo di  avere una donna nell&#8217;esecutivo, anche perché ce ne sono di donne tra i  primi non eletti della lista della maggioranza. Noi comunque non ne  facciamo una questione ideale e politica sulle quote rosa, noi chiediamo  solo che si rispettino le regole, in primis l&#8217;art. 31 dello Statuto  comunale che impone una figura femminile nella Giunta che può essere  ricercata anche esternamente alle liste elettorali.&#8221;</p>
<p>Il  Sindaco Pietro Cavalli alla stampa locale ha risposto che è dispiaciuto  per la questione ma che è convinto che le donne non siano una razza in  estinzione da tutelare e che comportamenti in questa direzione sarebbero  innanzi tutto offensivi per loro.</p>
<p>Sempre  a Cavalli, non sembra giusto ricorrere ad un assessore &#8220;esterno&#8221; perché  si deve mettere lì una donna, questo significherebbe non tener conto  dell&#8217;elettorato e delle regole della democrazia, peraltro ad una sua  domanda rivolta al prefetto, quest&#8217;ultimo gli avrebbe risposto che la  nomina di un assessore esterno non è un obbligo ma una facoltà. Se poi  il Tar, dovesse accogliere il ricorso, per il sindaco sarebbe opportuno  che gli indicasse i criteri con cui individuare questo assessore donna:  alta, bella, bionda, laureata&#8230;?</p>
<p>Dunque  se da una parte la minoranza consiliare di Mondolfo chiede solo il  rispetto di regole scritte, dall&#8217;altra il sindaco non vuole ridursi a  mettere una donna nella Giunta solo perché porta un reggiseno. C&#8217;è da  dire che in un paese in cui democraticamente è stato eletto un Consiglio  in cui non è presente nemmeno una donna, ne a destra ne a sinistra,  viene spontaneo chiedersi se è davvero un problema il fatto che non vi  sia presenza femminile all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo di quel Comune.</p>
<p>Si  deve dunque mettere una donna non perché se lo meriti ma perché vi sono  delle leggi che lo impongono, e non è forse questa la più grossa delle  offese che si fanno oggi alle donne? Se da una parte è vero che le leggi  e i regolamenti siano funzionali ad un cambiamento culturale, è anche  vero che nel nostro paese stiamo assistendo ad ogni livello ad una  presenza di donne in politica che spesso diviene solo la sceneggiata di  una democrazia che nasconde ben altra realtà.</p>
<p>E  mentre guardiamo con curiosità la scelta che farà il Tar, non si può  dunque non fare i conti col fatto che ci sono casi in cui la  meritocrazia si scontra con la democrazia dei sessi ricercata tramite la  legge delle quote rosa.</p>
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		<title>La Befana per i diritti e le libertà arriva a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Anche la Befana chiede diritti e libertà, e questa mattina è arrivata  in Piazza Montecitorio per donare un sacco carico di carbone a quei Parlamentari che fino ad ora non hanno voluto occuparsi del  riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI&#8221;.
E&#8217; quanto ha dichiarato la Deputata Radicale Rita Bernardini insieme al Presidente di Radicali Marche, Matteo Mainardi ed alle associazioni Associazione Radicale  Certi Diritti, Associazione Luca Coscioni, Associazione Divorzio Breve,  Equality Italia, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib,  Agedo (Associazione dei genitori di persone omosessuali), GayNet  (Associazione giornalisti gay), Fondazione Massimo Consoli, Associazione  Nuova Proposta, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2979001923652.2153741.1520023492&amp;type=1"><img class="alignleft size-medium wp-image-1485" title="Befana radicale" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/Befana-radicale-221x300.jpg" alt="" hspace="10" width="221" height="300" /></a>&#8220;Anche la Befana chiede diritti e libertà, e questa mattina è arrivata  in Piazza Montecitorio per donare un sacco carico di carbone a quei Parlamentari che fino ad ora non hanno voluto occuparsi del  riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI&#8221;.<br />
E&#8217; quanto ha dichiarato la Deputata Radicale Rita Bernardini insieme al Presidente di Radicali Marche, Matteo Mainardi ed alle associazioni <a href="http://www.certidiritti.it/oggi-la-befana-in-piazza-montecitorio-per-dare-carbone-vero-ai-politici-indifferenti-ai-diritti-lgbte" target="_blank">Associazione Radicale  Certi Diritti</a>, Associazione Luca Coscioni, Associazione Divorzio Breve,  Equality Italia, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib,  Agedo (Associazione dei genitori di persone omosessuali), GayNet  (Associazione giornalisti gay), Fondazione Massimo Consoli, Associazione  Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani, Gaynews.it  (quotidiano di informazione sui sull&#8217;omosessualità), Radicali Italiani.</p>
<p>&#8220;Davanti alla sede della Camera la  Befana ha inoltre letto la seguente lettera al presidente Monti, firmata  da numerose associazioni e movimenti: Signor Presidente del Consiglio,  il Governo al quale lei sta lavorando avrà un compito immenso, e  urgente, per il nostro Paese: riportare l&#8217;Italia agli standard sociali,  culturali e normativi, non solo economici, comuni ai paesi dell&#8217;Unione  Europea. Come Lei ben saprà la Strategia 2020 adottata nel giugno 2010  dal Consiglio Europeo ha fissato nell&#8217;interdipendenza tra politiche di  sviluppo e politiche per l&#8217;inclusione sociale uno dei cardini delle  strategie di sviluppo europeo, individuando tra gli interventi  prioritari della Piattaforma contro l&#8217;emargina zione la lotta contro le  discriminazioni. Operare contro ogni forma di discriminazione, quindi,  non è solo obiettivo di giustizia e di uguaglianza, ma condizione per lo  sviluppo. Tradurre questi principi in interventi normativi e politiche  specifiche è un compito arduo per chi si accinge ad operare in un Paese,  come il nostro, ove il velo dell&#8217;ideologia nasconde una realtà in  trasformaz ione al pari con il resto dell&#8217;Europa. In particolare  riteniamo che negli ultimi anni il pregiudizio ideologico di una parte  della nostra classe dirigente si sia accanito contro le famiglie, in  particolare contro la responsabilità e la libertà su cui si sono  costruite nuove forme di famiglia in Italia al pari che nel resto  dell&#8217;Europa.<br />
Le segnaliamo quindi, un progetto integrato e completo di Riforma del  Diritto di famiglia che comprende specifici progetti di intervento su: &#8211;  la regolamentazio ne delle coppie di fatto; &#8211; la separazione, la  mediazione familiare; &#8211; il divorzio breve; &#8211; il matrimonio tra persone  dello stesso sesso; &#8211; le norme sulla procreazione e sulla genitorialità  responsabile; &#8211; la norme in materia di filiazione legittima e naturale; &#8211;  nuove norme contro la violenza ed i maltrattamenti in famiglia Noi  siamo convinti che l&#8217;Italia ha bisogno urgentemente di un intervento  normativo, e crediamo che il Suo Governo possa e debba contribuire a  colmare il divario tra noi e il resto dell&#8217;Europa su queste materie. Le  alleghiamo la pubblicazione ‘Amore Civile. Dal diritto della tradizione  al diritto della ragione&#8217; che raccoglie l&#8217;insieme del progetto di  Riforma del Diritto di Famiglia e l&#8217;adattamento dello stesso testo come  proposta di legge (n. 3067, prima firmataria l&#8217;On. Rita Bernardini,  &#8220;Modifiche al codice civile in materia di testamento biologico, di  disciplina del diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al  codice penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di  violenza o di persecuzione psicologica all&#8217;interno della famiglia,  nonché al codice di procedura civile in materia di disciplina della  domanda di divorzio&#8221;).<br />
Siamo certi che La sua sensibilità e La sua attenzione ai temi dei  diritti civili saranno considerati prioritari per il suo Governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/343128" target="_blank">GUARDA IL VIDEO SU RADIORADICALE</a></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="621" height="513" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" /><param name="align" value="center" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="621" height="513" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" align="center" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105"></embed></object></p>
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		<title>Ancona. Proteste alla stazione: meno smog più treni!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 21:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le  Marche nel 2011 sono la regione che in Italia subisce più tagli al  servizio ferroviario dopo il Veneto (- 13%) ed è la tredicesima regione  per gli stanziamenti sul bilancio regionale per il servizio ferroviario  pendolare. Ĕ Legambiente Marche a lanciare l&#8217;allarme tramite una loro indagine intitolata &#8220;Pendolaria&#8221; e a chiedere, è proprio il caso di dirlo, un cambio di rotta da parte della Regione Marche.
Questa  nel 2011, sempre secondo dati di Pendolaria, ha investito solo lo 0,13%  del bilancio regionale a favore del servizio ferroviario pendolare, a  fronte di 16.400 viaggiatori ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1468" title="Pendolaria" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/pendolaria.jpg" alt="" hspace="10" width="214" height="139" />Le  Marche nel 2011 sono la regione che in Italia subisce più tagli al  servizio ferroviario dopo il Veneto (- 13%) ed è la tredicesima regione  per gli stanziamenti sul bilancio regionale per il servizio ferroviario  pendolare. Ĕ <em>Legambiente Marche</em> a lanciare l&#8217;allarme tramite una loro indagine intitolata &#8220;<strong>Pendolaria</strong>&#8221; e a chiedere, è proprio il caso di dirlo, un cambio di rotta da parte della Regione Marche.</p>
<p>Questa  nel 2011, sempre secondo dati di Pendolaria, ha investito solo lo 0,13%  del bilancio regionale a favore del servizio ferroviario pendolare, a  fronte di 16.400 viaggiatori che ogni giorno nelle Marche utilizzano il  treno per lavorare, studiare e  muoversi nel nostro  territorio, di cui 4.700 sono abbonati. Se poi si pensa che dal 2003 ad  oggi la regione non ha mai smesso di investire ingenti risorse pubbliche  per potenziare strade, autostrade e ferrovie, non si può non riflettere  sulla grossa mancanza di servizio al cittadino che si viene a  delineare.</p>
<p>Giovedì mattina una decina di <strong>ragazzi di Legambiente</strong> si  sono presentati alla stazione di Ancona intorno alle ore 8:00 con  cappelli natalizi, sacca delle lettere da spedire a Babbo Natale e  striscioni quali &#8220;Più treni e meno smog&#8221; e &#8220;L&#8217;Europa viaggia verde&#8230;e  noi?&#8221;. Hanno intervistato i pendolari di passaggio fino alle 9:30 circa  per raccogliere i loro pareri sul servizio, invitandoli ad esprimere i  propri desideri natalizi per il miglioramento del trasporto pubblico  nella regione Marche. Nel corso della mattinata si sono uniti agli  ambientalisti anche i rappresentati delle categorie dei trasporti di  Cgil, Cisl e Uil.</p>
<p><strong>Luigino Quarchioni</strong>,  presidente di Legambiente Marche ha commentato: &#8220;la grande  infrastruttura di cui questa Regione ha bisogno, in questo momento in  cui le città sono assediate dallo smog e i prezzi dei carburanti alle  stelle, è la metropolitana di superficie. Depotenziare il sistema di  trasporto  ora significherebbe minare profondamente le sorti di un&#8217;intera comunità.</p>
<p>Tutti i giorni sui mezzi pubblici si spostano il lavoro, la cultura, la qualità della vita, il rispetto dell&#8217;ambiente  e  del paesaggio. Tutti elementi che rendono un territorio attraente e  capace di scommettere nel futuro e di guardare con decisione ai  parametri e alle scelte della Comunità Europea, che quando parla di  infrastrutture, pensa e investe solo sui binari. Troppo è stato speso  per opere come la Quadrilatero, utile davvero a pochi, mentre  l&#8217;emergenza e le esigenze reali viaggiano su altri binari. Ci appelliamo  alla politica perché colga appieno l&#8217;importanza e la necessità di  investire sul trasporto pubblico locale e si metta a lavorare subito per  recuperare l&#8217;enorme ritardo accumulato dalla nostra Regione in tema di  ferrovie.&#8221;</p>
<p>I  militanti di Legambiente ci tengono che i riflettori vengano  focalizzati sul concetto di &#8220;metropolitana in superficie&#8221;, cioè sul  progetto ideale di potenziare tutte le stazioni ferroviarie presenti  all&#8217;interno del territorio anconetano, anche centrale, al fine di creare  un vero e proprio servizio urbano e extra urbano, che sia valida  alternativa all&#8217;automobile e all&#8217;autobus. La speranza dunque è che nella  nostra regione come in Italia al fronte di molte tasse e sacrifici da  parte dei cittadini vi siano almeno dei servizi che soddisfino la  domanda.</p>
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		<title>Un libro aperto. Un&#8217;ora d&#8217;aria.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Italiana Biblioteche delle Marche (AIB Marche), Rotaract, l&#8217;Assessorato regionale della Cultura e gli editori marchigiani promuovono l&#8217;inziativa &#8220;Un libro per un&#8217;ora d&#8217;aria &#8211; dona un libro al carcere&#8221;. L&#8217;obiettivo è quello di promuovere la lettura nelle carceri attraverso la solidarietà del mondo &#8220;libero&#8221;, una piccola azione per farsi carico della disumana e degradante condizione carceraria. Un progetto che nasce dalla volontà di far crescere le biblioteche degli otto istituti di pena delle Marche e che si inserisce in una serie di convegni e corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari organizzati nel 2011 a  sostegno del più ampio progetto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibliotecheaperte.it/joomla/"><img class="alignleft size-large wp-image-1451" title="Un libro al Carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/libro_loc-profili_bassa-522x1024.png" alt="" hspace="10" width="412" height="808" /></a>L&#8217;Associazione Italiana Biblioteche delle Marche (AIB Marche), Rotaract, l&#8217;Assessorato regionale della Cultura e gli editori marchigiani promuovono l&#8217;inziativa &#8220;Un libro per un&#8217;ora d&#8217;aria &#8211; dona un libro al carcere&#8221;. L&#8217;obiettivo è quello di promuovere la lettura nelle carceri attraverso la solidarietà del mondo &#8220;libero&#8221;, una piccola azione per farsi carico della disumana e degradante condizione carceraria. Un progetto che nasce dalla volontà di far crescere le biblioteche degli otto istituti di pena delle Marche e che si inserisce in una serie di convegni e corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari organizzati nel 2011 a  sostegno del più ampio progetto sperimentale di sviluppo di una &#8220;Rete  delle biblioteche carcerarie marchigiane&#8221;.</p>
<p>Aderire è semplice. Si possono donare libri e altri materiali documentari, nuovi e usati.<br />
Una prima fase di 4 mesi sarà dedicata alla raccolta del materiale (da metà dicembre 2011 ad aprile 2012) in tutte le biblioteche e le librerie marchigiane aderenti all&#8217;iniziativa. I materiali verranno selezionati e destinati ai vari istituti, per la lettura ma anche per creare fondi di specializzazione. Nella seconda fase saranno messi in vendita i doppioni o le pubblicazioni ritenute non idonee in luoghi prestabiliti ad un prezzo simbolico di un euro al pezzo. Con i soldi raccolti verranno acquistati documenti nuovi e mirati per arricchire ulteriormente il patrimonio delle varie biblioteche d&#8217;istituto.    L&#8217;Aib Marche curerà il coordinamento dell&#8217;intera iniziativa e del «mercatino dei libri».</p>
<p>Chi volesse donare un libro al carcere può trovare le informazioni e l&#8217;elenco dei punti di raccolta al portale <a href="http://www.bibliotecheaperte.it/" target="_blank">www.bibliotecheaperte.it</a>.</p>
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		<title>&#8220;con Cita lo scoop(pri) sempre dopo&#8221;</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Dec 2011 10:35:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Danilo Campanaro</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Torna con noi la vignetta del nostro compagno Danilo Campanaro sul caso PD-Concita De Gregorio!

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">Torna con noi la vignetta del nostro compagno Danilo Campanaro sul <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/11/28/concita-gregorio-pd-perso-proposito-elezioni-regionali-lazio/173633/" target="_blank">caso PD-Concita De Gregorio</a>!</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-large wp-image-1334" title="Con Cita" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/concita-1024x728.jpg" alt="" width="592" height="420" /></p>
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		<title>Giornata mondiale contro l&#8217;Aids: uso del preservativo e azioni legali a chi dice che non serve</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 11:06:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il servizio pubblico ed i media nazionali considerano ancora tabù la parola “preservativo”. L&#8217;Italia non ha pagato le quote 2009 e 2010 del Fondo Globale contro l&#8217;Aids.
Il Governo italiano non ha rispettato gli impegni di pagamento 2009 e 2010 delle sue quote al Global Fund to Fight Aids, per un totale di 260 milioni di Euro e non ha nemmeno versato i 30 milioni di dollari addizionali annunciati con grande solennità al G8 de L’Aquila dall’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.
Il Fondo è diventato il principale finanziatore di programmi di lotta contro l&#8217;AIDS, la tubercolosi e la malaria, salvando la ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><img class="alignleft size-medium wp-image-1300" title="Consom" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/condom2-300x196.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="196" />Il servizio pubblico ed i media nazionali considerano ancora tabù la parola “preservativo”. L&#8217;Italia non ha pagato le quote 2009 e 2010 del Fondo Globale contro l&#8217;Aids.</strong></p>
<p>Il Governo italiano non ha rispettato gli impegni di pagamento 2009 e 2010 delle sue quote al <a href="http://www.theglobalfund.org/en/" target="_blank">Global Fund to Fight Aids</a>, per un totale di 260 milioni di Euro e non ha nemmeno versato i 30 milioni di dollari addizionali annunciati con grande solennità al G8 de L’Aquila dall’allora Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi.</p>
<p>Il Fondo è diventato il principale finanziatore di programmi di lotta contro l&#8217;AIDS, la tubercolosi e la malaria, salvando la vita a oltre 6,5 milioni di persone e ha contribuito a migliorare la salute materna e infantile anche attraverso la promozione dell’accesso ai servizi per la salute sessuale e riproduttiva. L&#8217;Italia ha svolto un ruolo di primo piano nel lancio del Fondo Globale in occasione del Vertice G8 del 2001 a Genova. Il suo impegno è venuto meno negli ultimi due anni e non ha assunto alcun impegno finanziario per il triennio 2011-2013. Questo è anche il motivo per il quale l’Italia non è più titolare di un seggio unico al Consiglio di Amministrazione del Fondo.</p>
<p>Tutto questo avviene mentre le Nazioni Unite, con la Dichiarazione Politica dell’Assemblea Generale del 10 giugno 2011 (UNGASS 2011), chiede la sconfitta dell’HIV come priorità fino al 2015. L’Italia intervenne con un discorso ridicolo e patetico contro le politiche di “riduzione del danno”, ispirato dall’allora Sottosegretario “mulinaro bianco” Giovanardi, e sostenuto soltanto da Vaticano, Iran e Russia.<img class="alignright size-medium wp-image-1305" title="Combatti l'AIDS" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/Combatti-lAIDS-237x300.jpg" alt="" hspace="10" width="302" height="383" /></p>
<p>A distanza di trent’anni l’unica iniziativa promossa dal Governo italiano è stata quella di invitare, in occasione dell’ultima giornata contro l’Aids, le persone tra i 30 e 40 anni a fare il test Hiv; in Italia non esistono campagne di informazione e prevenzione sulla diffusione dell’Hiv così come suggerito dalla Commissione nazionale di lotta contro l&#8217;Aids. Non si può nemmeno nominare pubblicamente la parola “preservativo” e alcune farmacie non li vendono in nome del diritto all&#8217;obiezione di coscienza. Il tutto mentre in tutta Europa si trovano preservativi in distribuzione in tutti i locali pubblici e nelle scuole.</p>
<p>Occorre assolutamente un cambio di rotta e lo chiediamo con gran forza al nuovo Governo. Innanzitutto tra le priorità: il rispetto degli impegni assunti in sede internazionale, l’avvio di campagne di prevenzione e informazione, mirate e con linguaggi appropriati (senza ipocrisie e censure), iniziative di sensibilizzazione rivolte ai migranti, agli studenti e ai frequentatori di locali di ogni genere, lotta ad ogni forma di discriminazione nei confronti delle persone colpite da Hiv, lotta ad ogni forma di pregiudizio nei vari ambiti lavorativi, scolastici e accademici della popolazione sieropositiva, delle lavoratrici e dei lavoratori del sesso, azioni legali contro chi falsifica le informazioni riguardo le politiche di prevenzione dell’Aids. Ad esempio contro chi dice che il preservativo non serve a combattere l’Aids.</p>
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		<title>Caso Magri: la difesa di una scelta</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 11:27:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Beppino Englaro]]></category>
		<category><![CDATA[diritti civili]]></category>
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		<description><![CDATA[La vicenda Magri ha riacceso il dibattito sul fine vita anche in  questo periodo in cui la crisi economica e l&#8217;annunciata e temuta  recessione sembrano risucchiare completamente l&#8217;attenzione  dell&#8217;esecutivo e dei media. Riportiamo di seguito un “riassunto”  di prese di posizione Radicali, convinti che il rinnovamento e la  crescita del nostro paese passino sempre e comunque attraverso le  conquiste dei legittimi diritti civili.
Emma Bonino: scelta da rispettare
&#8220;Penso che la morte fa parte della vita e ci appartiene. Ognuno è  libero di fare scelte che vanno rispettate, compreso questa&#8221;. Così Emma  Bonino, esponente ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><img class="alignleft size-full wp-image-1289" title="Lucio Magri" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/LucioMagri.jpg" alt="" hspace="10" width="194" height="259" /><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lucio_Magri" target="_blank">La vicenda Magri</a> ha riacceso il dibattito sul fine vita anche in  questo periodo in cui la crisi economica e l&#8217;annunciata e temuta  recessione sembrano risucchiare completamente l&#8217;attenzione  dell&#8217;esecutivo e dei media. Riportiamo di seguito un “riassunto”  di prese di posizione Radicali, convinti che il rinnovamento e la  crescita del nostro paese passino sempre e comunque attraverso le  conquiste dei legittimi diritti civili.</em></p>
<p><strong>Emma Bonino: scelta da rispettare</strong><br />
&#8220;Penso che la morte fa parte della vita e ci appartiene. Ognuno è  libero di fare scelte che vanno rispettate, compreso questa&#8221;. Così Emma  Bonino, esponente radicale e vicepresidente del Senato, risponde a chi  le chiede se voglia commentare la decisione presa da Lucio Magri. E poi,  sulla scelta di Magri, aggiunge: &#8220;E fa riflettere che uno la possa  esercitare in Svizzera e non altrove, ivi compreso casa sua&#8221;. <em>(AGI)</em></p>
<p><strong>Farina Coscioni: morale ipocrita, senza misericordia, si “fa, ma non si dice”. Fenomeno di massa e clandestino</strong><br />
“Spero, voglio sperare che la vicenda umanissima di Lucio Magri, che ha  deciso di non soffrire più, e ha posto fine al suo dolore, sia di  ammonimento e insegnamento.<br />
Magri riteneva intollerabile vivere, preda di una depressione che lo  faceva scivolare inesorabilmente in un “buio” provocato da ragioni  pubbliche e private che sono insondabili e non vanno giudicate. Per  porre fine al suo dolore, ha però dovuto “emigrare”, un viaggio con un  biglietto di sola andata, in Svizzera. Questo perché viviamo in un paese  dove vige una regola ipocrita, quella del “si fa ma non si deve dire”:  la regola dove la maggioranza dei medici e degli infermieri quando  vengono interpellati, ammettono che sì, a volte la morte può essere  preferibile a un residuo di vita fatta di dolore insopportabile e  inutile; dove l’eutanasia si pratica al di là di ogni regola e  controllo, perché la mano pietosa di un medico e di un infermiere compie  quell’estremo gesto di misericordia che la legge e una “morale”  immorale vieta; dove o lo si fa clandestinamente, oppure si è costretti a  emigrare come Magri, o si devono compiere gesti di “rivolta” estrema  come Mario Monicelli. Dovremmo sapere quanti anziani che si tolgono la  vita in modo tragico, gettandosi da una finestra, da un ponte, o  i<a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/Lucio-Magri2.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-1291" title="Lucio Magri" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/Lucio-Magri2-300x172.jpg" alt="" hspace="10&quot;height=&quot;172&quot;" width="300" /></a>mpiccandosi, lo fanno perché malati incurabili e vittime di atroci  dolori, perché non hanno la possibilità di una morte pietosa e dignitosa  che vorrebbero, e viene loro negata. Ma perfino un’indagine conoscitiva  del fenomeno, è stata negata.<br />
Rendo omaggio a Lucio Magri, come già lo resi a Mario Monicelli,  vittime e martiri di questa morale assurda e ipocrita come lo furono  Luca Coscioni, Piergiorgio Welby e Giovanni Nuvoli e i tanti di cui non  conosciamo neppure il nome.<br />
Continuerò, con le mie compagne e i miei compagni radicali la lotta per  la dignità della vita e del morire, così come la chiedeva, anzi la  ESIGEVA Indro Montanelli e tanti con lui. Perché non si sia più  costretti a gesti estremi come Monicelli, a viaggi solo di andata, come  Magri.</p>
<p><strong>Mina Welby: rispettare sempre la volontà dell’individuo</strong><br />
Se Lucio Magri, fondatore del Manifesto e storico leader della  sinistra, ha scelto di morire in Svizzera &#8220;vuol dire che era  assolutamente determinato, che considerava la sua depressione senza via  d&#8217;uscita. Era la sua volontà, e la scelta dell&#8217;individuo è l&#8217;unica cosa  che conta&#8221;. Così Mina Welby, moglie di Piergiorgio, che scelse di morire  nel 2006 assistito dal suo medico dopo anni di malattia, commenta il  suicidio di Magri. &#8220;La scelta di uscire dalla vita &#8211; spiega Welby  all&#8217;Agi &#8211; compete alla persona, non ci sono critiche da fare, solo  massimo rispetto. E in queste strutture in Svizzera non è così facile  morire, i medici valutano attentamente le condizioni psicofisiche del  paziente e se ci sono margini di recupero per evitare la scelta più  drastica.<br />
Evidentemente quella di Magri è stata una scelta molto ponderata, che  noi non possiamo giudicare. La coscienza è individuale, chi crede poi  risponderà delle sue scelte davanti a Dio, altrimenti davanti alla  propria coscienza&#8221;.</p>
<p><strong>Silvio Viale: &#8220;In difesa di Lucio Magri, le scuse dei medici italiani&#8221;</strong><br />
“Un grande grazie a Lucio Magri per avere combattuto fino alla morte e  nella morte. Sono certo che il medico svizzero che ha compilato la  ricetta mortale abbia scrupolosamente valutato il quadro clinico. Così  anche coloro che lo hanno materialmente assistito in questo ultimo gesto  d’amore, d’amore per se e per gli altri. Comprendo lo sconforto degli  amici per la perdita di una persona cara, ma nessuno rimane per sempre  quello che noi pensiamo che lui debba essere per sempre. Nella vita si  invecchia, ci si ammala e si vede la fine. Lucio Magri ha certamente  combattuto contro la sua malattia, ma ha deciso di morire, dopo una vita  pienamente vissuta, come noi vogliamo che diventi un nostro diritto. In  Svizzera un fascicolo giudiziario è stato aperto ed è stato chiuso. In  Italia, ora, è possibile che si apra un fascicolo per perseguitare chi  potrebbe averlo aiutato. Grazie a Lucio Magri che ci fa parlare della  sua morte e della morte inesorabile di tutti noi. Da medico, in ideale  rappresentanza dei medici italiani, porgo le scuse e il rimpianto di non  averlo potuto aiutare e di averlo costretto a morire in esilio, con la  speranza che non sia lontano il giorno in cui uno come me possa fare in  Italia, quello che possono fare i medici svizzeri, olandesi, belgi e  <img class="alignleft size-medium wp-image-1293" title="Lucio Magri" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/Lucio-Magri3-200x300.jpg" alt="" hspace="10" width="200" height="300" />lussemburghesi. Ancora un grande Grazie a Lucio Magri.”</p>
<p><strong>Beppino Englaro: vale il principio della coscienza personale</strong><br />
Usa esclusivamente una breve frase Peppino Englaro, padre di Eluana,  per commentare la morte &#8216;voluta&#8217; in Svizzera dal fondatore de &#8220;Il  Manifesto&#8221;, Lucio Magri: &#8220;Vale solo e sempre un principio ed è quello  del primato della coscienza personale&#8221;. Englaro, confessa di &#8220;non sapere  e di non essere stato al corrente del decesso&#8221; del giornalista e  politico ferrarese. &#8220;Comunque – aggiunge &#8211; io sono sempre del parere che  vale un solo principio ed è quello che ho detto: il primato della  coscienza e della libertà personale&#8221;.<br />
Secondo Englaro &#8220;nessuno può entrare nella coscienza di una qualsiasi  persona. Questo signore evidentemente ha esercitato il primato della sua  coscienza. E&#8217; tutto lì. E tutto si riassume in queste parole, nel  primato della coscienza personale, che non può essere messo in  discussione da nessuno sulla faccia della terra&#8221;. Poi aggiunge: &#8220;La  decisione di questo signore non è che io la debba condividere, io la  rispetto, proprio perché rispetto questo primato che è di tutti. Quindi,  non è che io debba condividere niente, io ho rispetto assoluto della  coscienza di questa persona. Anche perché tra l&#8217;altro &#8211; spiega &#8211; io non  so tutte le sue motivazioni e non ho nessuna ragione di andarle a  scoprirle e quindi rimane solamente quella cosa del primato della  coscienza personale di qualsiasi individuo. Lui questo primato l&#8217;ha  esercitato e basta, chiuso. Come si fa del resto a giudicare una  coscienza di un&#8217;altra persona? Non si può entrare né nella mente né  tantomeno nella sua coscienza. Si può solo rispettarla. Tutto qui. Io  altro non ho da dire&#8221;.</p>
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		<title>Vaticano: &#8220;Pagate voi!&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Nov 2011 10:27:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Aveva ragione Angelo Bagnasco &#8211; Presidente della Conferenza Episcopale Italiana &#8211; quando a metà agosto disse: &#8220;Le cifre dell&#8217;evasione fiscale sono impressionanti. Come credenti e comunità cristiana dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte&#8221;. Pronunciò proprio queste parole: fare appello alla coscienza di tutti. Gli italiani, bombardati dalla sua voce attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa, riposero speranza in queste così ovvie e semplici parole. Dopo qualche giorno però si capì che Bagnasco ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/VaticanoPagaTu.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1268" title="VaticanoPagaTu" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/VaticanoPagaTu-300x177.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="177" /></a>Aveva ragione Angelo Bagnasco &#8211; Presidente della Conferenza Episcopale Italiana &#8211; quando a metà agosto disse: &#8220;Le cifre dell&#8217;evasione fiscale sono impressionanti. Come credenti e comunità cristiana dobbiamo rimanere al richiamo etico che fa parte della nostra missione e fare appello alla coscienza di tutti perché anche questo dovere possa essere assolto da tutti per la propria giusta parte&#8221;. Pronunciò proprio queste parole: fare appello alla coscienza di tutti. Gli italiani, bombardati dalla sua voce attraverso tutti i mezzi di comunicazione di massa, riposero speranza in queste così ovvie e semplici parole. Dopo qualche giorno però si capì che Bagnasco aveva tralasciato una parola; non voleva appellarsi “alla coscienza di tutti”, bensì “alla coscienza di tutti voi”. Ed in quel “voi” è naturalmente esclusa la CEI, il Vaticano, la Chiesa.</p>
<p>Un&#8217;esclusione che si rileva dal fatto che Bagnasco non ha chiesto alla propria Chiesa di iniziare a pagare l&#8217;ICI, l&#8217;IRPEF, l&#8217;IRES, non ha proposto di aprire le assunzioni agli insegnanti di religione anche non selezionati dalla Curia, non ha proposto di rivedere il sistema dell&#8217;8permille. Bagnasco ha semplicemente detto: voi pagate le tasse, noi incassiamo.</p>
<p>Non è servito una militanza di 150.000 persone mobilitate in rete dall&#8217;iniziativa “Vaticano Paga Tu”, non sono serviti gli emendamenti Radicali alla manovra economica. Ma perché non sono servite queste iniziative?</p>
<p>La sottomissione di queste destre italiane, l&#8217;ipocrisia delle sinistre e le ingerenze del Vaticano hanno formato un unicum di regime, una grande cupola che continua a soffocare l&#8217;Italia e gli italiani, che ne impedisce la crescita e lo sviluppo, che tassa imprenditori e lavoratori per mantenere i privilegi di casta. Dopotutto che differenza c&#8217;è tra lo scandalo del finanziamento pubblico ai partiti e lo scandalo del finanziamento pubblico alla Chiesa Cattolica? Entrambi sono privilegi ad una casta.</p>
<p style="text-align: left;">La CEI salvaguarda i propri privilegi &#8211; dal meccanismo truffaldino dell’8 per mille al non pagamento dell’ICI – come la partitocrazia difende i propri – dai rimborsi elettorali ai vitalizi parlamentari.</p>
<p style="text-align: left;">Ed ancora una volta i partiti italiani (Radicali a parte) commettono errori: gioiscono ai richiami moralistici dei vescovi e rinunciano al loro dovere di governare i fenomeni. Un regime di partiti e Chiesa? Aggiungerei anche di “La Repubblica”, “Il Corriere della Sera”, “La Stampa”, “Il Messaggero”, “Il Resto del Carlino”&#8230;</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://notizie.radicali.it/articolo/2011-11-24/editoriale/vaticano-pagate-voi">EDITORIALE DI MATTEO MAINARDI PUBBLICATO ANCHE SU NOTIZIE RADICALI</a></strong></p>
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		<title>Lettera aperta a Domenico Scilipoti</title>
		<link>http://beta.radicalimarche.org/2011/10/27/lettera-aperta-a-domenico-scilipoti/</link>
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		<pubDate>Thu, 27 Oct 2011 10:39:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Onorevole Scilipoti,
vorrei ricordarle le parole che lei stesso ha pronunciato qualche giorno fa al Primo Congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale. Stava parlando di famiglia e, infervorandosi di fronte ad una spaventevole platea applaudente, ha detto: “Come si può parlare di famiglia e vedere in televisione un uomo che parla di famiglia e dice pubblicamente di convivere con un altro uomo? Qual è la spiegazione che io posso dare a mio figlio per dire che quello è il punto di riferimento della famiglia? Come posso spiegare io a mio figlio come fa a procreare una coppia di fatto? Mi devono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1275" title="Scilipoti" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/Scilipoti.png" alt="" hspace="10" width="276" height="260" />Onorevole Scilipoti,</p>
<p>vorrei ricordarle le parole che lei stesso ha pronunciato qualche giorno fa al Primo Congresso del Movimento di Responsabilità Nazionale. Stava parlando di famiglia e, infervorandosi di fronte ad una spaventevole platea applaudente, ha detto: “Come si può parlare di famiglia e vedere in televisione un uomo che parla di famiglia e dice pubblicamente di convivere con un altro uomo? Qual è la spiegazione che io posso dare a mio figlio per dire che quello è il punto di riferimento della famiglia? Come posso spiegare io a mio figlio come fa a procreare una coppia di fatto? Mi devono spiegare come faccio a sostenere la famiglia dicendo che il mio compagno è un uomo. Ma questo non per creare confusione o per parlare male di qualcuno. Io faccio delle riflessioni e dico che chi parla di famiglia deve capire che la famiglia è composta da un uomo e una donna. Poi le coppie di fatto possono fare ciò che vogliono. Ma non puoi dire a mio figlio che quella è una famiglia. Perché mio figlio non capirebbe, non riesce a capire di che cosa sto parlando”.<br />
Perché le ricordo queste sue parole? In primo luogo perché non è mai carino dare pubblicamente dello “stupido” al proprio figlio. Poi per il fatto che il suo concetto di famiglia è assai riduttivo. Per lei non è l&#8217;amore, il calore, l&#8217;affetto a formare una famiglia, ma il semplice dato materiale dell&#8217;essere uomo e donna.</p>
<p>Sa, caro onorevole, conoscevo una coppia &#8211; uomo e donna, come dice lei – che si è sposata in chiesa. Dopo qualche anno di matrimonio, con il mutuo da pagare ed un figlio da mantenere, il marito ha perso il lavoro ed essendo ormai più che cinquantenne non è riuscito a trovarne un altro. Lentamente ha iniziato a bere alcool; prima saltuariamente, poi ininterrottamente. Le cose nella coppia hanno iniziato a degenerare. Una volta proprio quell&#8217;uomo ha picchiato la sua donna. Ecco, per lei questo è più “famiglia” di una coppia omosessuale? Dopotutto qui sussiste il dato oggettivo da lei proposto per il predetto termine: c&#8217;è un uomo e c&#8217;è una donna. Null&#8217;altro. La forma prima della sostanza.</p>
<p>Vede, caro Onorevole, lei tra le altre cose si chiede come poter spiegare a suo figlio come fanno a procreare due uomini (o due donne, aggiungo io). Forse basterebbe che gli dicesse che due persone dello stesso sesso non possono procreare come una coppia eterosessuale fertile, ma utilizzando altri percorsi d&#8217;amore come l&#8217;inseminazione artificiale o l&#8217;adozione. Insomma, si comportano come tantissime coppie eterosessuali non fertili.</p>
<p>Per concludere, personalmente credo che i bambini non abbiano pregiudizi omofobi, bensì credo che siano le famiglie o le amicizie, nella maggior parte dei casi, ad inculcare la paura nel “diverso da te”. Detto questo, immagino che lei sia un buon padre, quindi se suo figlio le fa queste domande lo prenda in braccio e gli dica che una famiglia sta in quel rapporto che c&#8217;è tra voi. E che il genere dei conviventi non influisce sulla profondità e la qualità della famiglia.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.sito.com">ARTICOLO DI MATTEO MAINARDI PUBBLICATO SU NOTIZIE RADICALI</a></strong></p>
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		<title>RAI, droga e galera</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:45:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[

Nel 1993 il Coordinamento Radicale Antiproibizionista – meglio  conosciuto come CORA – propose agli italiani un manifesto in occasione  del quesito referendario per l&#8217;abrogazione delle sanzioni penali per i  consumatori di droga. Lo slogan era: “La legge sulla droga ha dato una  casa a tanti giovani: la galera”.
Da quel referendum, vinto dagli italiani, sono passati 18 anni e le cose non sono affatto cambiate.


Il mercato della droga è in continua crescita garantendo alla  criminalità organizzata un giro d&#8217;affari annuo stimato in almeno 20  miliardi. Ne sono coinvolti 250mila piccoli spacciatori e 4milioni di  ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="field field-type-filefield field-field-imagestoria">
<div class="field-items">
<div class="field-item odd" style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-full wp-image-1279" title="Rai" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/11/Rai.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="200" />Nel 1993 il Coordinamento Radicale Antiproibizionista – meglio  conosciuto come CORA – propose agli italiani un manifesto in occasione  del quesito referendario per l&#8217;abrogazione delle sanzioni penali per i  consumatori di droga. Lo slogan era: “La legge sulla droga ha dato una  casa a tanti giovani: la galera”.<br />
Da quel referendum, vinto dagli italiani, sono passati 18 anni e le cose non sono affatto cambiate.</div>
</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">Il mercato della droga è in continua crescita garantendo alla  criminalità organizzata un giro d&#8217;affari annuo stimato in almeno 20  miliardi. Ne sono coinvolti 250mila piccoli spacciatori e 4milioni di  consumatori abituali. Oltre 880mila persone sono implicate in  procedimenti amministrativi per possesso di droga ed in Italia, sui  67mila detenuti totali, 28mila sono carcerati per droga.</p>
<p style="text-align: justify;">Tanti numeri, che confondono anche le idee. Ma nessuno ne parla,  soprattutto non ne parla il servizio pubblico: la RAI. Una violazione  palese degli articoli 3 e 7 del Testo Unico della radiotelevisione.  Intanto nel mondo, ci dice l&#8217;ONU, il consumo di oppiacei è salito del  35%, quello di cocaina del 27%, quello di cannabis dell&#8217;8,5%.</p>
<p style="text-align: justify;">Recentemente è intervenuta anche la Commissione globale per le  politiche sulla droga. Nomi importanti come Kofi Annan, Javier Solana,  George Schultz, Paul Volcker, Vargas Llosa, George Papandreu e i quattro  ex-Presidenti di Messico, Brasile, Colombia e Svizzera, in concerto  hanno denunciato il fallimento delle politiche proibizioniste. Il  documento è stato presentato l&#8217;8 giugno a New York ed invita l&#8217;ONU ed i  Governi Nazionali a cambiare la strategia della “guerra alla droga”,  poiché “la violenza ed il crimine organizzato intorno al traffico di  droga, peggiora giorno dopo giorno”. Un secondo invito riguarda il  “legalizzare coltivazione, produzione e distribuzione” delle sostanze.  Ma di questo la RAI non ne parla. E noi Radicali, insieme a te, la  denunciamo con <a href="http://www.radicali.it/informerai" target="_blank">la campagna “Informerai”.</a></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://notizie.radicali.it/articolo/2011-10-07/editoriale/rai-droga-e-galera" target="_blank">ARTICOLO DI MATTEO MAINARDI PUBBLICATO SU NOTIZIE RADICALI</a></strong></p>
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		<title>Intervista sui Contributi Silenti e sulla situazione dei Lavoratori dello Spettacolo</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 10:50:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Da Radio Radicale intervista a Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia e Membro di Giunta di Radicali Italiani, e Matteo Mainardi, Presidente Radicali Marche e Membro di Giunta di Radicali Italiani. L&#8217;intervista ci è stata fatta fuori dal Teatro Valle occupato a Roma.

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			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Da <a href="http://www.radioradicale.it/" target="_blank">Radio Radicale</a> intervista a Liliana Chiaramello, Segretaria Radicali Perugia e Membro di Giunta di Radicali Italiani, e Matteo Mainardi, Presidente Radicali Marche e Membro di Giunta di Radicali Italiani. L&#8217;intervista ci è stata fatta fuori dal Teatro Valle occupato a Roma.</p>
<p style="text-align: center;"><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="400" height="24" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/336786?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/336786?30105" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="400" height="24" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/336786?30105" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/336786?30105"></embed></object></p>
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		<title>Opportunità o merito per le incompatibilità degli amministratori delle ex municipalizzate?</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Aug 2011 10:21:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Coltrinari</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Articolo da Agenzia Radicale del 6 Agosto 2011
Uno degli effetti dei risultato del referendum sul art 23 bis del Decreto Ronchi è stato quello di un inevitabile effetto domino che ha travolto i decreti attuativi. In particolare, l&#8217;esito di quello che nella vulgata è stato definito referendum sull&#8217;acqua ha spazzato via anche il D.p.r. n.168/2010 recante Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell&#8217;art. 23 bis (detti decreti attuativi del Decreto Ronchi).
Questa legge disciplinava un aspetto particolarmente scottante, quello della cause di incompatibilità per gli amministratori delle aziende speciali.
La valanga di Si, più o meno ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Articolo da <a href="http://www.agenziaradicale.com" target="_blank">Agenzia Radicale</a> del 6 Agosto 2011</p>
<p>Uno degli effetti dei risultato del referendum sul art 23 bis del Decreto Ronchi è stato quello di un inevitabile effetto domino che ha travolto i decreti attuativi. In particolare, l&#8217;esito di quello che nella vulgata è stato definito referendum sull&#8217;acqua ha spazzato via anche il D.p.r. n.168/2010 recante Regolamento in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica, a norma dell&#8217;art. 23 bis (detti decreti attuativi del Decreto Ronchi).<span id="more-1150"></span></p>
<p>Questa legge disciplinava un aspetto particolarmente scottante, quello della cause di incompatibilità per gli amministratori delle aziende speciali.</p>
<p>La valanga di Si, più o meno consapevolmente, ha di fatto spalancato le porte, forse meglio dire tolto ogni remora, ad un sistema di nomine per le ex municipalizzate clientelare e partitocratico.</p>
<p>Esiste oggi un vero e proprio vuoto legislativo che ineludibilmente andrà riempito, vi sono dei dubbi su quale legislatore dovrò farlo, la sentenza  n.352/2010 della Corte Costituzionale ha affermato il principio che la potestà regolamentare sulle aziende speciali è delle Regioni, si può ritenere che anche per le cause di incompatibilità valga lo stesso principio, ma si tratta di questione che occuperà i giuristi nei prossimi mesi.</p>
<p>L&#8217;aspetto che va evidenziato è che il precedente regime delle cause di incompatibilità sanciva l&#8217;esclusione dalle cariche delle aziende speciali di tutti gli amministratori che nel precedente triennio avessero ricoperto incarichi, sindaci, presidenti della provincia, assessori, consiglieri comunali e provinciali e delle comunità montane con l&#8217;estensione del divieto a coniuge, parenti ed affini fino al quarto grado di parentela, si trattava evidentemente di un sistema che si preoccupava &#8220;dell&#8217;opportunità&#8221; e che tralasciava i risultati della gestione delle aziende. Si tratta dello stesso approccio mediatico delle varie &#8220;Parentopoli&#8221; in cui si affiancano dei cognomi per denunciare il nepotismo omettendo costantemente di valutare contabilmente la gestione di quegli enti.</p>
<p>Oggi il foglio delle incompatibilità è bianco, solo un sistema di incompatibilità legate al controllo sulla gestione  ed ai risultati insieme all&#8217;eventuale esercizio delle ordinarie azioni di responsabilità sugli amministratori può porre le basi di una riforma liberale dei servizi pubblici locali e su questo ci si deve augurare che presto si inizi a parlare, perché come l&#8217;acqua anche le cattive gestioni dei servizi ed i debiti prodotti sono di tutti ed è bene ricordarlo.</p>
<p>Andrea Granata(Associazione Radicali Marche)</p>
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		<title>Il Tesoriere Francesco Ciclosi commenta i risultati del voto in Provincia di Macerata</title>
		<link>http://beta.radicalimarche.org/2011/05/31/il-tesoriere-francesco-ciclosi-commenta-i-risultati-del-voto-in-provincia-di-macerata/</link>
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		<pubDate>Tue, 31 May 2011 06:51:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nel corso di un&#8217;intervista andata in onda ieri nel notiziario delle 20:30 di Radio Radicale, il Tesoriere Francesco Ciclosi, ha commentato i risultati del voto in Provincia di Macerata, augurando buon lavoro al neo Presidente Antonio Pettinari e ricordando come in campagna elettorale sia il centrodestra che il centrosinistra si sianoimpegnati a dotare la Provincia di Macerata dell&#8217;Anagrafe Pubblica degli Eletti, non appena elletti.
Ascolta l&#8217;intervento integrale (durata 13 minuti)
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel corso di un&#8217;intervista andata in onda ieri nel notiziario delle 20:30 di Radio Radicale, il Tesoriere Francesco Ciclosi, ha commentato i risultati del voto in Provincia di Macerata, augurando buon lavoro al neo Presidente Antonio Pettinari e ricordando come in campagna elettorale sia il centrodestra che il centrosinistra si sianoimpegnati a dotare la Provincia di Macerata dell&#8217;Anagrafe Pubblica degli Eletti, non appena elletti.</p>
<p><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/328695/intervista-a-francesco-ciclosi-sulle-elezioni-provinciali-a-macerata" target="_blank">Ascolta l&#8217;intervento integrale (durata 13 minuti)</a></p>
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		<title>I Radicali chiamano “alla trasparenza” Capponi, Pettinari &amp; C.</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 08:36:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Premesso che il precedente Consiglio Provinciale rappresenta un emblematico esempio di mancanza di trasparenza, avendo nella sua interezza totalmente violato la normativa vigente (legge n.441 del 5/7/1982), celando di fatto, qualsiasi informazione utile al cittadino per esercitare una forma di controllo indiretto su eletti e nominati, anche attraverso l’analisi degli eventuali collegamenti presenti e/o dei potenziali conflitti di interesse. Specie nel periodo 2008-2010 ove mancano tutte le dichiarazioni dei manager delle società partecipate, nonché dell’intero Consiglio e dell’intera Giunta Provinciale, in merito a: diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, azioni di società, quote ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Premesso</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> <strong>che</strong> il precedente Consiglio Provinciale rappresenta un emblematico esempio di mancanza di trasparenza</span>, avendo nella sua interezza totalmente violato la normativa vigente (legge n.441 del 5/7/1982), celando di fatto, qualsiasi informazione utile al cittadino per esercitare una forma di controllo indiretto su eletti e nominati, anche attraverso l’analisi degli eventuali collegamenti presenti e/o dei potenziali conflitti di interesse. Specie nel periodo 2008-2010 ove mancano tutte le dichiarazioni dei manager delle società partecipate, nonché dell’intero Consiglio e dell’intera Giunta Provinciale, in merito a: diritti reali su beni immobili e su beni mobili iscritti in pubblici registri, azioni di società, quote di partecipazione a società ed esercizio di funzioni di amministratore o di sindaco di società.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Premesso che</span></strong><span style="text-decoration: underline;"> lo stesso consiglio si è altresì caratterizzato per un’iniziativa discriminatoria, illiberale e liberticida,</span> allorquando, nel tentativo demagogico di sopperire alle perduranti violazioni in materia di trasparenza, si è preteso di divenirne garanti innanzi all’opinione pubblica, approvando l’11/5/2010 la mozione che impegna l’amministrazione a richiedere al Presidente della Provincia, agli assessori, ai consiglieri provinciali di dichiarare l’eventuale appartenenza alla Massoneria. Il tutto in aperta violazione del diritto alla privacy, posto che, essendo la stessa Massoneria un’associazione riservata (e non segreta) è pienamente legittima, e deve poter godere della stessa dignità di ogni altro gruppo associativo.</p>
<p><strong><span style="text-decoration: underline;">Rivolgo un appello pubblico ai cinque candidati alla Presidenza della Provincia di Macerata</span></strong>: <span style="text-decoration: underline;">Franco Capponi, Antonio Pettinari, Francesco Acquaroli, Enzo Marangoni e Luigi Gentilucci,</span> <span style="text-decoration: underline;">chiedendo loro di spezzare questa spirale negativa con un atto di coraggio e di senso civico, impegnandosi pubblicamente e solennemente fin da ora a dotare la Provincia di Macerata dell’Anagrafe Pubblica degli Eletti (APE) promossa da noi Radicali.</span> In tal senso, sarà quindi possibile recuperare l’originario rapporto diretto tra eletto ed elettore, nonché porre la politica sotto la lente del cittadino, in modo che questi possa conoscere e seguire i propri rappresentanti nell’espletamento del loro mandato, monitorandone altresì le scelte e gli “interessi”. Sarà, così possibile realizzare anche nella nostra provincia una potente azione preventiva di tipo de-corruttivo, nonché porre le basi per l’attuazione di una Repubblica veramente democratica dove il diritto di voto di ogni cittadino si tramuta in diritto di voto informato; ovvero diritto di voto veramente libero, in quanto consapevole.</p>
<p><strong><em>I documenti sull’APE sono presenti all’indirizzo http://www.radicalimarche.it/ape/</em></strong><strong><em></em></strong></p>
<p><em>Francesco Ciclosi</em></p>
<p><strong>Tesoriere dell’Associazione Radicali Marche</strong></p>
<p><em>e-mail: francesco.ciclosi@radicalimarche.it &#8211; cell. 392-1238590</em><strong></strong></p>
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