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	<title>Associazione Radicali Marche</title>
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	<description>Conoscere per deliberare</description>
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		<title>Più sostegno per i non autosufficienti</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:05:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Secondo recenti notizie di stampa,  dal 2011 la Regione Marche ha stabilito di non destinare più risorse per sostenere l’attività del Centro Clinico per la Diagnosi e la Cura delle Malattie Neuromuscolari di Ancona.
Il suddetto centro è nato all’interno della Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” del capoluogo marchigiano nel 2008, con l’attivazione di un Ambulatorio dedicato alla gestione di pazienti affetti da patologie neuromuscolari. La sua istituzione è stata promossa dal dr. Dante Paladini prematuramente scomparso, alla cui memoria è stata intitolata la omonima Fondazione che si propone di garantire sia l’assistenza al paziente affetto da patologia neuromuscolare, sia ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.lucacoscioni.it/cellulaancona"><img class="alignleft size-full wp-image-1541" title="Associazione Luca Coscioni" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/02/117940_logoLucaCoscioni1_ralf.jpg" alt="" hspace="10" width="163" height="175" /></a>Secondo recenti notizie di stampa,  dal 2011 la Regione Marche ha stabilito di non destinare più risorse per sostenere l’attività del Centro Clinico per la Diagnosi e la Cura delle Malattie Neuromuscolari di Ancona.</p>
<p>Il suddetto centro è nato all’interno della Clinica Neurologica dell’Azienda Ospedaliera “Ospedali Riuniti” del capoluogo marchigiano nel 2008, con l’attivazione di un Ambulatorio dedicato alla gestione di pazienti affetti da patologie neuromuscolari. La sua istituzione è stata promossa dal dr. Dante Paladini prematuramente scomparso, alla cui memoria è stata intitolata la omonima Fondazione che si propone di garantire sia l’assistenza al paziente affetto da patologia neuromuscolare, sia un percorso assistenziale quanto più completo e integrato possibile tra le professionalità, le organizzazioni di volontariato e i servizi del territorio regionale, caratterizzato da un insieme di attività correlate alle vari fasi evolutive della malattia e che collabora con il Centro Clinico attraverso l’acquisto di attrezzature per il potenziamento dell’attività, finanziando borse di studio per la ricerca, organizzando interventi formativi per gli operatori e familiari, attivando un servizio di front-office rivolto a tutti i pazienti e ai loro familiari.</p>
<p>Secondo Roberto Frullini, Consigliere Nazionale UILMD e presidente della Fondazione Paladini “dal 2011 i costi e il personale del Centro Clinico per le malattie Neuromuscolari,  sarebbero dovuti rientrare nel budget ordinario dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria  “Ospedali Riuniti di Ancona”. Purtroppo, alcune riduzioni di spesa e il turn-over hanno impedito tale passaggio e i medici che avevano contribuito allo sviluppo del Centro &#8211; dal settembre 2008 al 2010 &#8211; attualmente svolgono attività cliniche differenti o sono stati assunti presso altre strutture. Persa l’expertise maturata e in assenza di nuove risorse umane, il carico di pazienti rimane completamente sulle spalle di alcuni professionisti e del loro entusiasmo resistente. Una condizione organizzativa che definirei assurda e inaccettabile. Dal 2008-2010 il Centro Clinico per la Diagnosi e la Cura delle Malattie Neuromuscolari di Ancona ha preso in carico  500 pazienti con malattie neuromuscolari prodotto report dettagliati e sollevato l’emergenza dell’assenza di un’assistenza domiciliare adeguata. Dall’altro, in questo stesso periodo di tempo, il Dipartimento per la Salute e per i Servizi Sociali della Regione Marche, l’Assessorato alla Salute e il Presidente della Regione hanno manifestato interesse e vicinanza puramente formali, senza mai avviare un confronto reale finalizzato alla costruzione di soluzioni efficaci e durevoli per i nostri problemi. La Regione Marche che si vanta di essere a livello sanitario una delle più virtuose d’Italia, potrà vantare anche un insuccesso clamoroso nell’assistenza ai malati neuromuscolari marchigiani e la leadership tra le Regioni che rifiutano di collaborare con organizzazioni non-profit come AISLA, UILDM, Telethon e Fondazione Serena”.</p>
<p>La cellula di Ancona dell’&#8221;Associazione Luca Coscioni &#8211; per la libertà di ricerca scientifica&#8221;,  si associa alla denuncia del Presidente della Fondazione Dante Paladini Onlus e chiede alla Regione Marche di sostenere l’attività del Centro Clinico per la Diagnosi e Cura delle Malattie Neuromuscolari di Ancona e in generale di potenziare le risorse economiche ed assistenziali  in favore dei malati, disabili e anziani non autosufficienti, perché crediamo che la politica debba essere al servizio dei cittadini, specialmente nella difesa dei diritti delle fasce deboli della popolazione ed a sostegno di chi soffre e di chi necessita di assistenza, visto  che  si  tratta di persone in difficoltà e fragili che, non possono far sentire la loro voce per rivendicare i propri diritti.</p>
<p><strong>Renato Biondini, Tesoriere Cellula Coscioni di Ancona</strong></p>
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		<title>Giustizia marchigiana in affanno: AMNISTIA!</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 11:52:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Battaglie]]></category>
		<category><![CDATA[Ancona]]></category>
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		<category><![CDATA[giustiza]]></category>
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		<category><![CDATA[processi penali]]></category>

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		<description><![CDATA[ 
Sabato 28 gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno  giudiziario, i Radicali sono intervenuti od hanno manifestato alle cerimonie che si sono  tenute in tutta Italia, organizzando “contro-inaugurazioni”  davanti alle sedi delle Corti di appello. Parlamentari, dirigenti e  militanti sono tornati così a ribadire l&#8217;urgenza di un’Amnistia per la  Repubblica, per sbloccare un sistema giudiziario al collasso &#8211; che ogni  anno costa all’Italia un punto di Pil e centinaia di condanne da parte  dell’Unione Europea &#8211; e riportare a un minimo di legalità le nostre  carceri, dove continua a consumarsi la strage di diritto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/i-0061.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1537" title="Contro-inaugurazione anno giudiziario " src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/i-0061-300x100.jpg" alt="" width="300" height="100" /></a> <a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/i-0201.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1538" title="Contro-inaugurazione anno giudiziario" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/i-0201-300x219.jpg" alt="" width="300" height="219" /></a></p>
<p>Sabato 28 gennaio, in occasione dell’inaugurazione dell’anno  giudiziario, i Radicali sono intervenuti od hanno manifestato alle cerimonie che si sono  tenute in tutta Italia, organizzando “contro-inaugurazioni”  davanti alle sedi delle Corti di appello. Parlamentari, dirigenti e  militanti sono tornati così a ribadire l&#8217;urgenza di un’Amnistia per la  Repubblica, per sbloccare un sistema giudiziario al collasso &#8211; che ogni  anno costa all’Italia un punto di Pil e centinaia di condanne da parte  dell’Unione Europea &#8211; e riportare a un minimo di legalità le nostre  carceri, dove continua a consumarsi la strage di diritto e di vite.</p>
<p>I Radicali Marche hanno manifestato ad Ancona, il segretario di  Radicali Italiani Mario Staderini è intervenuto a Napoli, a Trieste la Deputata Radicale Rita  Bernardini, a Firenze il Senatore Marco Perduca, a Genova Deborah  Cianfanelli della Direzione di Radicali Italiani come Maurizio Bolognetti, intervenuto a Potenza.</p>
<p>Altre manifestazioni si sono tenute  davanti alle Corti di Appello di Bologna,  Cagliari, Catania, Lecce, Milano, Salerno e Torino.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>&#8220;La Giustizia marchigiana resta in affanno. Sono in forte aumento le pendenze penali, con la prescrizione sempre in agguato. In particolare in appello, i processi ordinari pendenti sono saliti da 8.828 a 10.120 (+15%) mentre di fronte ai tribunali monocratici le cause penali pendenti sono aumentate da 9.975 a 11.220 (+15%). Pesante la situazione anche davanti a Gip e Gup: i procedimenti pendenti sono passati da 15.259 a 16.349 (+7%).<br />
Sul lavoro dei tribunali pesa la mancanza di organico: nelle Marche sono 178 i posti vacanti, tra cui 64 magistrati&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_4143.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1529" title="Contro-inaugurazione anno giudiziario 2" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_4143-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a> <a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_4144.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1530" title="Contro-inaugurazione anno giudiziario 3" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/IMG_4144-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
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		<title>Contro Inaugurazione Radicale dell&#8217;Anno Giudiziario: partecipa!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 12:55:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione dell’Inaugurazione  dell’Anno Giudiziario  anche i Radicali Marche manifesteranno davanti alla Corte d&#8217;Appello di Ancona per dire basta al rituale dei numeri che  fotografano il  collasso della giustizia italiana senza portare a nessuna conseguenza e per chiedere interventi  immediati  ed efficaci.
Proprio ora che il tema giustizia  sta entrando  nell’agenda della politica, dobbiamo  impedire che siano eluse le  questioni che possono  garantire una vera riforma del sistema giudiziario.
Per questo Radicali Marche ha  organizzato  la propria manifestazione ad Ancona in contemporanea con una mobilitazione in tutti i capoluoghi di ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/giustiziadolente.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-1523" title="Giustizia" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/giustiziadolente-300x294.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="294" /></a>In occasione dell’Inaugurazione  dell’Anno Giudiziario  anche i Radicali Marche manifesteranno davanti alla Corte d&#8217;Appello di Ancona per dire basta al rituale dei numeri che  fotografano il  collasso della giustizia italiana senza portare a nessuna conseguenza e per chiedere interventi  immediati  ed efficaci.</p>
<p>Proprio ora che il tema giustizia  sta entrando  nell’agenda della politica, dobbiamo  impedire che siano eluse le  questioni che possono  garantire una vera riforma del sistema giudiziario.</p>
<p>Per questo Radicali Marche ha  organizzato  la propria manifestazione ad Ancona in contemporanea con una mobilitazione in tutti i capoluoghi di regione d&#8217;Italia, dove si   svolgeranno le inaugurazioni degli anni giudiziari. <strong>Partecipa anche tu!</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong> Ci troverai ad Ancona<br />
presso il Palazzo di Giustizia in Corso Mazzini n. 95</strong><br />
<strong>SABATO 28 GENNAIO, ORE 09.00</strong><br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: center;"><em>P.S. qualcuno di noi interverrà alle inaugurazioni  dell&#8217;anno giudiziario quindi è possibile che non ci troviate a  manifestare od a volantire all&#8217;esterno, ma ci troviate all&#8217;interno dei  Tribunali</em></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Dal cuore delle coppie al cuore del diritto</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:33:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 9 febbraio alle ore 18.00 i Radicali Marche insieme all&#8217;Associzione Radicale Certi Diritti ed all&#8217;Ass. Universitaria Gulliver presenteranno il libro &#8220;Dal cuore delle coppie al cuore del diritto&#8220;.
Il libro, edito da Stampa Alternativa e curato dal Segretario di Certi Diritti Yuri Guaiana, ripercorre il cammino politico e legale per  il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso che ha portato  alla sentenza delle Corte Costituzionale 138 del 14 aprile 2010.
La presentazione avrà luogo presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università di Ancona (sita in Via Brecce Bianche, Monte Dago, Ancona) nell&#8217;aula 160/3.
Moderato da Maurizio Fava, Yuri Guaiana ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1517" title="Dal cuore delle coppie al cuore del diritto" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/dal-cuore.jpg" alt="" hspace="10" width="250" height="198" />Il 9 febbraio alle ore 18.00 i Radicali Marche insieme all&#8217;Associzione Radicale Certi Diritti ed all&#8217;<a href="http://www.gulliver.univpm.it/" target="_blank">Ass. Universitaria Gulliver</a> presenteranno il libro &#8220;<a href="http://www.certidiritti.it/e-uscito-il-libro-dal-cuore-delle-coppie-al-cuore-del-diritto-ludienza-138/2010-alla-corte-costituzionale-per-il-diritto-al-matrimonio-tra-persone-dello-stesso-sesso" target="_blank">Dal cuore delle coppie al cuore del diritto</a>&#8220;.<br />
Il libro, edito da Stampa Alternativa e curato dal Segretario di Certi Diritti Yuri Guaiana, <strong>ripercorre il cammino politico e legale per  il diritto al matrimonio tra persone dello stesso sesso che ha portato  alla sentenza delle Corte Costituzionale 138 del 14 aprile 2010</strong>.</p>
<p>La presentazione avrà luogo presso la Facoltà di Ingegneria dell&#8217;Università di Ancona (sita in Via Brecce Bianche, Monte Dago, Ancona) nell&#8217;aula 160/3.<br />
Moderato da Maurizio Fava, Yuri Guaiana dialogherà con il pubblico ed associazioni appartenenti al mondo LGBTIE interessate alla riforma del diritto di famiglia già depositata alla Camera dalla deputata Radicale Rita Bernardini.</p>
<p>Hanno finora aderito all&#8217;iniziativa le seguenti associazioni: <strong>Radicali Marche</strong>, <strong>Ass. Universitaria Gulliver</strong>, <strong>Certi Diritti</strong>, <strong>Diritto Forte</strong>.</p>
<p>Saremo lieti se anche tu potessi prendere parte a questa presentazione!</p>
<p style="text-align: center;"><em>Per informazioni: Stefano Pagliarini &#8211; 349.80.94.086 &#8211; stefano.pagliarini@gmail.com</em></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Solo uomini in giunta? La minoranza del Consiglio denuncia il sindaco al Tar</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 12:48:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
				<category><![CDATA[Varie]]></category>
		<category><![CDATA[mondolfo]]></category>
		<category><![CDATA[Pesaro e Urbino]]></category>
		<category><![CDATA[quote rosa]]></category>
		<category><![CDATA[stefano pagliarini]]></category>
		<category><![CDATA[tar]]></category>

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		<description><![CDATA[Succede a Mondolfo, comune della provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche. Il sindaco Pietro Cavalli (Partito  Democratico) eletto nelle elezioni del 15 e 16 Maggio scorso, sarebbe  colpevole di aver costituito una Giunta comunale di soli uomini che, a  detta dell&#8217;opposizione in minoranza (lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; vicina  al centro destra),  sarebbe cosa giuridicamente e  politicamente molto grave e scandalosa in quanto, violerebbe sia lo  Statuto comunale, sia il principio di pari opportunità sancito  dalla Costituzione Italiana (art. 51).
Insomma  per la minoranza, il problema è che in un Comune come Mondolfo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.agenziaradicale.com/index.php?option=com_content&amp;task=view&amp;id=13338&amp;Itemid=53"><img class="alignleft size-medium wp-image-1513" title="Mondolfo" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/Mondolfo-300x225.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="225" /></a>Succede a <strong>Mondolfo</strong>, comune della provincia di Pesaro e Urbino, nella Regione Marche. Il sindaco <strong>Pietro Cavalli </strong>(Partito  Democratico) eletto nelle elezioni del 15 e 16 Maggio scorso, sarebbe  colpevole di aver costituito una Giunta comunale di soli uomini che, a  detta dell&#8217;opposizione in minoranza (lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; vicina  al centro destra),  sarebbe cosa giuridicamente e  politicamente molto grave e scandalosa in quanto, violerebbe sia lo  Statuto comunale, sia il principio di pari opportunità sancito  dalla Costituzione Italiana (art. 51).</p>
<p>Insomma  per la minoranza, il problema è che in un Comune come Mondolfo di quasi  12 mila abitanti di cui almeno la metà donne, non si sia riusciti a  rispettare le famose quote rosa e ad inserire almeno una figura di  gentil sesso nella Giunta di Mondolfo. Nell&#8217;agosto 2011 è scattata  dunque la denuncia da parte della minoranza consiliare al Tar Marche  che, giovedì 12 Gennaio 2012, dovrà esprimersi in udienza sulla  questione.</p>
<p>&#8220;La cosa più paradossale &#8211; sottolinea <strong>Carlo Diotallevi</strong>, consigliere comunale della lista civica &#8220;Per cambiare&#8221; -  è  che a Settembre, il Giudice si era espresso invitando il sindaco a  cercare una donna da inserire nella Giunta e lui avrebbe dichiarato in  Consiglio che, tra le donne da lui contattate, non sarebbe riuscito a  trovarne una disponibile a fare l&#8217;assessore.</p>
<p>La  verità è che questa Giunta è il frutto di accordi pre-elettorali che  verrebbero sconvolti nel caso in cui dovesse adempiere all&#8217;obbligo di  avere una donna nell&#8217;esecutivo, anche perché ce ne sono di donne tra i  primi non eletti della lista della maggioranza. Noi comunque non ne  facciamo una questione ideale e politica sulle quote rosa, noi chiediamo  solo che si rispettino le regole, in primis l&#8217;art. 31 dello Statuto  comunale che impone una figura femminile nella Giunta che può essere  ricercata anche esternamente alle liste elettorali.&#8221;</p>
<p>Il  Sindaco Pietro Cavalli alla stampa locale ha risposto che è dispiaciuto  per la questione ma che è convinto che le donne non siano una razza in  estinzione da tutelare e che comportamenti in questa direzione sarebbero  innanzi tutto offensivi per loro.</p>
<p>Sempre  a Cavalli, non sembra giusto ricorrere ad un assessore &#8220;esterno&#8221; perché  si deve mettere lì una donna, questo significherebbe non tener conto  dell&#8217;elettorato e delle regole della democrazia, peraltro ad una sua  domanda rivolta al prefetto, quest&#8217;ultimo gli avrebbe risposto che la  nomina di un assessore esterno non è un obbligo ma una facoltà. Se poi  il Tar, dovesse accogliere il ricorso, per il sindaco sarebbe opportuno  che gli indicasse i criteri con cui individuare questo assessore donna:  alta, bella, bionda, laureata&#8230;?</p>
<p>Dunque  se da una parte la minoranza consiliare di Mondolfo chiede solo il  rispetto di regole scritte, dall&#8217;altra il sindaco non vuole ridursi a  mettere una donna nella Giunta solo perché porta un reggiseno. C&#8217;è da  dire che in un paese in cui democraticamente è stato eletto un Consiglio  in cui non è presente nemmeno una donna, ne a destra ne a sinistra,  viene spontaneo chiedersi se è davvero un problema il fatto che non vi  sia presenza femminile all&#8217;interno dell&#8217;esecutivo di quel Comune.</p>
<p>Si  deve dunque mettere una donna non perché se lo meriti ma perché vi sono  delle leggi che lo impongono, e non è forse questa la più grossa delle  offese che si fanno oggi alle donne? Se da una parte è vero che le leggi  e i regolamenti siano funzionali ad un cambiamento culturale, è anche  vero che nel nostro paese stiamo assistendo ad ogni livello ad una  presenza di donne in politica che spesso diviene solo la sceneggiata di  una democrazia che nasconde ben altra realtà.</p>
<p>E  mentre guardiamo con curiosità la scelta che farà il Tar, non si può  dunque non fare i conti col fatto che ci sono casi in cui la  meritocrazia si scontra con la democrazia dei sessi ricercata tramite la  legge delle quote rosa.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VIDEO &#8211; Carcere di Montacuto e responsabilità politiche</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 09:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-1380" title="carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/carcere-150x150.jpg" alt="" width="100" hspace=10" height="100" />Venti detenuti si sono asserragliati nelle celle del carcere di  Montacuto ad Ancona per protestare contro le condizioni invivibili e lesive di ogni diritto. Hanno dato fuoco agli arredi,  ai materassi ed alle lenzuola. Ma la responsabilità è politica.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Stefano Pagliarini, segretario Radicali Marche, interviene a 7&#215;4 Tv</strong></p>
<p style="text-align: center;">
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/4qcLUCCenh0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Testamenti Biologici per le Marche</title>
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		<pubDate>Tue, 10 Jan 2012 10:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La Cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni ha inoltrato a dicembre del 2011, ai principali comuni delle Marche (Ancona, Ascoli Piceno, Civitanova Marche, Fabriano, Fano, Fermo, Jesi, Macerata, Pesaro, Recanati, San Benedetto del Tronto, Urbino), una lettera con la quale si chiede l’istituzione del Registro comunale dei Testamenti biologici.
L’istituzione di un Registro comunale dei Testamenti biologici &#8211; dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari &#8211; è al momento l’unico strumento a disposizione dei cittadini per testimoniare una scelta della persona e per tutelare il diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria, sancito in primo luogo dalla nostra Carta Costituzionale. In questo ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1493" title="Vignetta Testamento Biologico" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/testamento-biologico2-198x300.jpg" alt="" hspace="10" width="198" height="300" />La <a href="http://www.lucacoscioni.it/cellulaancona" target="_blank">Cellula di Ancona dell’Associazione Luca Coscioni</a> ha inoltrato a dicembre del 2011, ai principali comuni delle Marche (Ancona, Ascoli Piceno, Civitanova Marche, Fabriano, Fano, Fermo, Jesi, Macerata, Pesaro, Recanati, San Benedetto del Tronto, Urbino), <strong>una lettera con la quale si chiede l’istituzione del Registro comunale dei Testamenti biologici</strong>.<br />
L’istituzione di un Registro comunale dei Testamenti biologici &#8211; dichiarazioni anticipate di volontà relative ai trattamenti sanitari &#8211; è al momento l’unico strumento a disposizione dei cittadini <strong>per testimoniare una scelta della persona e per tutelare il diritto all’autodeterminazione in materia sanitaria</strong>, sancito in primo luogo dalla nostra Carta Costituzionale. In questo modo i residenti nel Comune che abbiano redatto un documento, autenticato, contenente decisioni relative al fine vita (scelte mediche, sospensione delle cure, rianimazione, tumulazione o cremazione, rito religioso o civile eccetera), potranno far registrare l’esistenza di tale documento e il luogo dove hanno deciso di conservarlo.<br />
Questa iniziativa è una realtà in molti Comuni italiani, dove sono già attivi registri che hanno certificato la redazione di migliaia e migliaia di Testamenti biologici.</p>
<p>I principi a cui facciamo riferimento sono affermati dalla nostra Carta Costituzionale, ribaditi da Convenzioni internazionali quale quella di Oviedo e confermati da alcune sentenze intervenute a fare chiarezza su recenti eventi, come il caso di Eluana Englaro. Proprio la giurisprudenza della Cassazione relativa alla vicenda Englaro ci fa ritenere l’istituzione del Registro comunale dei Testamenti Biologici un passo essenziale <strong>per la concreta tutela di un diritto fondamentale della persona</strong>.</p>
<p>Si confida in un riscontro positivo da parte dei 12 comuni coinvolti dall’iniziativa, a tutela del diritto all’autoderminazione dei cittadini marchigiani.</p>
<p><strong>dr. Stefano Gemini<br />
</strong><em>Segretario Cellula di Ancona dell’Associazione “Luca Coscioni”</em><br />
e-mail lupusinfabula84@hotmail.com<br />
cell. 339 5056589</p>
<p><strong>dr. Renato Biondini</strong><em><strong><br />
</strong>Tesoriere Cellula di Ancona dell’Associazione “Luca Coscioni”</em><br />
e-mail biondinirenato@alice.it<br />
cell. 339 6035387</p>
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		<title>La Befana per i diritti e le libertà arriva a Montecitorio</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 17:34:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Anche la Befana chiede diritti e libertà, e questa mattina è arrivata  in Piazza Montecitorio per donare un sacco carico di carbone a quei Parlamentari che fino ad ora non hanno voluto occuparsi del  riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI&#8221;.
E&#8217; quanto ha dichiarato la Deputata Radicale Rita Bernardini insieme al Presidente di Radicali Marche, Matteo Mainardi ed alle associazioni Associazione Radicale  Certi Diritti, Associazione Luca Coscioni, Associazione Divorzio Breve,  Equality Italia, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib,  Agedo (Associazione dei genitori di persone omosessuali), GayNet  (Associazione giornalisti gay), Fondazione Massimo Consoli, Associazione  Nuova Proposta, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.2979001923652.2153741.1520023492&amp;type=1"><img class="alignleft size-medium wp-image-1485" title="Befana radicale" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2012/01/Befana-radicale-221x300.jpg" alt="" hspace="10" width="221" height="300" /></a>&#8220;Anche la Befana chiede diritti e libertà, e questa mattina è arrivata  in Piazza Montecitorio per donare un sacco carico di carbone a quei Parlamentari che fino ad ora non hanno voluto occuparsi del  riconoscimento dei diritti delle persone LGBTI&#8221;.<br />
E&#8217; quanto ha dichiarato la Deputata Radicale Rita Bernardini insieme al Presidente di Radicali Marche, Matteo Mainardi ed alle associazioni <a href="http://www.certidiritti.it/oggi-la-befana-in-piazza-montecitorio-per-dare-carbone-vero-ai-politici-indifferenti-ai-diritti-lgbte" target="_blank">Associazione Radicale  Certi Diritti</a>, Associazione Luca Coscioni, Associazione Divorzio Breve,  Equality Italia, Arcigay, Famiglie Arcobaleno, Associazione GayLib,  Agedo (Associazione dei genitori di persone omosessuali), GayNet  (Associazione giornalisti gay), Fondazione Massimo Consoli, Associazione  Nuova Proposta, donne e uomini omosessuali cristiani, Gaynews.it  (quotidiano di informazione sui sull&#8217;omosessualità), Radicali Italiani.</p>
<p>&#8220;Davanti alla sede della Camera la  Befana ha inoltre letto la seguente lettera al presidente Monti, firmata  da numerose associazioni e movimenti: Signor Presidente del Consiglio,  il Governo al quale lei sta lavorando avrà un compito immenso, e  urgente, per il nostro Paese: riportare l&#8217;Italia agli standard sociali,  culturali e normativi, non solo economici, comuni ai paesi dell&#8217;Unione  Europea. Come Lei ben saprà la Strategia 2020 adottata nel giugno 2010  dal Consiglio Europeo ha fissato nell&#8217;interdipendenza tra politiche di  sviluppo e politiche per l&#8217;inclusione sociale uno dei cardini delle  strategie di sviluppo europeo, individuando tra gli interventi  prioritari della Piattaforma contro l&#8217;emargina zione la lotta contro le  discriminazioni. Operare contro ogni forma di discriminazione, quindi,  non è solo obiettivo di giustizia e di uguaglianza, ma condizione per lo  sviluppo. Tradurre questi principi in interventi normativi e politiche  specifiche è un compito arduo per chi si accinge ad operare in un Paese,  come il nostro, ove il velo dell&#8217;ideologia nasconde una realtà in  trasformaz ione al pari con il resto dell&#8217;Europa. In particolare  riteniamo che negli ultimi anni il pregiudizio ideologico di una parte  della nostra classe dirigente si sia accanito contro le famiglie, in  particolare contro la responsabilità e la libertà su cui si sono  costruite nuove forme di famiglia in Italia al pari che nel resto  dell&#8217;Europa.<br />
Le segnaliamo quindi, un progetto integrato e completo di Riforma del  Diritto di famiglia che comprende specifici progetti di intervento su: &#8211;  la regolamentazio ne delle coppie di fatto; &#8211; la separazione, la  mediazione familiare; &#8211; il divorzio breve; &#8211; il matrimonio tra persone  dello stesso sesso; &#8211; le norme sulla procreazione e sulla genitorialità  responsabile; &#8211; la norme in materia di filiazione legittima e naturale; &#8211;  nuove norme contro la violenza ed i maltrattamenti in famiglia Noi  siamo convinti che l&#8217;Italia ha bisogno urgentemente di un intervento  normativo, e crediamo che il Suo Governo possa e debba contribuire a  colmare il divario tra noi e il resto dell&#8217;Europa su queste materie. Le  alleghiamo la pubblicazione ‘Amore Civile. Dal diritto della tradizione  al diritto della ragione&#8217; che raccoglie l&#8217;insieme del progetto di  Riforma del Diritto di Famiglia e l&#8217;adattamento dello stesso testo come  proposta di legge (n. 3067, prima firmataria l&#8217;On. Rita Bernardini,  &#8220;Modifiche al codice civile in materia di testamento biologico, di  disciplina del diritto di famiglia e della fecondazione assistita, al  codice penale in materia di omicidio del consenziente e di atti di  violenza o di persecuzione psicologica all&#8217;interno della famiglia,  nonché al codice di procedura civile in materia di disciplina della  domanda di divorzio&#8221;).<br />
Siamo certi che La sua sensibilità e La sua attenzione ai temi dei  diritti civili saranno considerati prioritari per il suo Governo&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/343128" target="_blank">GUARDA IL VIDEO SU RADIORADICALE</a></strong></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="621" height="513" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="data" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" /><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" /><param name="align" value="center" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="621" height="513" src="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105" align="center" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" data="http://www.radioradicale.it/swf/fp/flowplayer.swf?30105&amp;config=http://www.radioradicale.it/scheda/embedcfg/343128?30105"></embed></object></p>
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		<title>Conferenza stampa su ciò che è stato fatto. Ecco cosa manca</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 17:33:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Nella Sala Rossa del Comune di Pesaro si è svolto il 28 dicembre alle ore 11.00 un incontro con la stampa sull&#8217;attività del Consiglio Comunale durante il 2011. Nella “sfilata” dei risultati raggiunti e dei fiori all&#8217;occhiello sono stati taciuti i temi che il Consiglio Comunale non ha affrontato od ha deciso di non deliberare. Ecco, per riassumere, 10 fronti sui quali il nostro Comune è immobile:

non 	è stata istituita l&#8217;Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati, 	strumento essenziale per la trasparenza amministrativa;
non è stato inserito nello 	Statuto il principio di non discriminazione, associato a 	quello di pari opportunità già ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span><img class="alignleft size-medium wp-image-1481" title="&quot;Palla&quot; di A. Pomodoro" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/Palla_di_Arnaldo_Pomodoro_a_Pesaro-wp-300x193.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="193" />Nella Sala Rossa del Comune di Pesaro si è svolto il 28 dicembre alle ore 11.00 un incontro con la stampa sull&#8217;attività del Consiglio Comunale durante il 2011. Nella “sfilata” dei risultati raggiunti e dei fiori all&#8217;occhiello sono stati taciuti i temi che il Consiglio Comunale non ha affrontato od ha deciso di non deliberare. Ecco, per riassumere, 10 fronti sui quali il nostro Comune è immobile:</span></p>
<ol>
<li>non 	è stata istituita l&#8217;<strong>Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati</strong>, 	strumento essenziale per la trasparenza amministrativa;</li>
<li>non è stato inserito nello 	Statuto il <strong>principio di non discriminazione</strong>, associato a 	quello di pari opportunità già presente. La dizione precisa di 	“principio di non discriminazione” è da preferire ad ogni altra 	formulazione, perché essa garantisce la possibilità di intervenire 	anche nei confronti delle discriminazioni contro persone LGBTI senza 	alcuna ambiguità lessicale, in quanto a livello europeo è ormai 	acquisito che il principio di non discriminazione si estende alle 	persone LGBTI ed alle loro famiglie (si vedano l’articolo 21 della 	Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, e l’art. 19 	del Trattato sul Funzionamento dell’Unione Europea);</li>
<li>non è stato inserito nello 	Statuto lo strumento dell&#8217;interrogazione popolare al Sindaco per 	ampliare la possibilità di partecipazione popolare;</li>
<li>non è stato istituito un <strong>servizio 	ad hoc dedicato alle questioni LGBTI</strong> e nemmeno un servizio 	e/o settore specificatamente dedicato alla “prevenzione e 	contrasto di ogni forma di discriminazione e di assistenza alle 	vittime delle stesse” o alle “pari opportunità per tutti e 	tutte” (altra formulazione di natura europea). Attraverso questa 	dizione il servizio sarà rivolto a tutte le persone che rientrano 	in almeno una delle sei aree di potenziale discriminazione previste 	dall’articolo 19 del TFEU (genere, religione e credo personale, 	disabilità, età, origine etnica e nazionale, orientamento 	sessuale);</li>
<li><strong>il 	Comune non ha aderito</strong> alla Rete <strong>RE.A.DY</strong>, 	Rete Nazionale delle pubbliche amministrazioni anti-discriminazioni 	per orientamento sessuale e identità di genere;</li>
<li>non c&#8217;è stato il riconoscimento 	delle coppie di fatto;</li>
<li>non è stato introdotto il 	bilancio consolidato, strumento indispensabile per scardinare il 	sistema partitocratico-clientelare delle società controllate dagli 	enti locali attraverso l’introduzione di effettivi strumenti di 	controllo contabile e di trasparenza e di verifica della qualità 	dei servizi. La leggibilità dei risultati delle società che 	gestiscono i servizi pubblici rappresenta un incisivo strumento di 	controllo politico per i cittadini, capace soprattutto di porre al 	centro della responsabilità politica il tema dell’efficienza dei 	servizi e della loro sostenibilità economica;</li>
<li>non sono stati forniti supporti 	alla comunità penitenziaria di Pesaro per quanto riguarda la 	possibilità per i detenuti di svolgere lavori socialmente utili e 	percorsi formativi all&#8217;interno del carcere, strumenti indispensabili 	per ridurre la recidiva delle persone private della libertà;</li>
<li>non ci sono state iniziative 	specifiche di <strong>promozione della salute</strong> e prevenzione 	delle malattie sessualmente trasmesse, oltre che di informazione ed 	educazione ad una sessualità responsabile. Questa materia non fa 	parte delle competenze dirette degli EELL, ma può essere sostenuta 	dagli stessi;</li>
<li>non è stato istituito un Registro 	dei Testamenti Biologici.</li>
</ol>
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		<title>Ancona. Proteste alla stazione: meno smog più treni!</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 21:48:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<category><![CDATA[regione marche]]></category>
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		<description><![CDATA[Le  Marche nel 2011 sono la regione che in Italia subisce più tagli al  servizio ferroviario dopo il Veneto (- 13%) ed è la tredicesima regione  per gli stanziamenti sul bilancio regionale per il servizio ferroviario  pendolare. Ĕ Legambiente Marche a lanciare l&#8217;allarme tramite una loro indagine intitolata &#8220;Pendolaria&#8221; e a chiedere, è proprio il caso di dirlo, un cambio di rotta da parte della Regione Marche.
Questa  nel 2011, sempre secondo dati di Pendolaria, ha investito solo lo 0,13%  del bilancio regionale a favore del servizio ferroviario pendolare, a  fronte di 16.400 viaggiatori ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1468" title="Pendolaria" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/pendolaria.jpg" alt="" hspace="10" width="214" height="139" />Le  Marche nel 2011 sono la regione che in Italia subisce più tagli al  servizio ferroviario dopo il Veneto (- 13%) ed è la tredicesima regione  per gli stanziamenti sul bilancio regionale per il servizio ferroviario  pendolare. Ĕ <em>Legambiente Marche</em> a lanciare l&#8217;allarme tramite una loro indagine intitolata &#8220;<strong>Pendolaria</strong>&#8221; e a chiedere, è proprio il caso di dirlo, un cambio di rotta da parte della Regione Marche.</p>
<p>Questa  nel 2011, sempre secondo dati di Pendolaria, ha investito solo lo 0,13%  del bilancio regionale a favore del servizio ferroviario pendolare, a  fronte di 16.400 viaggiatori che ogni giorno nelle Marche utilizzano il  treno per lavorare, studiare e  muoversi nel nostro  territorio, di cui 4.700 sono abbonati. Se poi si pensa che dal 2003 ad  oggi la regione non ha mai smesso di investire ingenti risorse pubbliche  per potenziare strade, autostrade e ferrovie, non si può non riflettere  sulla grossa mancanza di servizio al cittadino che si viene a  delineare.</p>
<p>Giovedì mattina una decina di <strong>ragazzi di Legambiente</strong> si  sono presentati alla stazione di Ancona intorno alle ore 8:00 con  cappelli natalizi, sacca delle lettere da spedire a Babbo Natale e  striscioni quali &#8220;Più treni e meno smog&#8221; e &#8220;L&#8217;Europa viaggia verde&#8230;e  noi?&#8221;. Hanno intervistato i pendolari di passaggio fino alle 9:30 circa  per raccogliere i loro pareri sul servizio, invitandoli ad esprimere i  propri desideri natalizi per il miglioramento del trasporto pubblico  nella regione Marche. Nel corso della mattinata si sono uniti agli  ambientalisti anche i rappresentati delle categorie dei trasporti di  Cgil, Cisl e Uil.</p>
<p><strong>Luigino Quarchioni</strong>,  presidente di Legambiente Marche ha commentato: &#8220;la grande  infrastruttura di cui questa Regione ha bisogno, in questo momento in  cui le città sono assediate dallo smog e i prezzi dei carburanti alle  stelle, è la metropolitana di superficie. Depotenziare il sistema di  trasporto  ora significherebbe minare profondamente le sorti di un&#8217;intera comunità.</p>
<p>Tutti i giorni sui mezzi pubblici si spostano il lavoro, la cultura, la qualità della vita, il rispetto dell&#8217;ambiente  e  del paesaggio. Tutti elementi che rendono un territorio attraente e  capace di scommettere nel futuro e di guardare con decisione ai  parametri e alle scelte della Comunità Europea, che quando parla di  infrastrutture, pensa e investe solo sui binari. Troppo è stato speso  per opere come la Quadrilatero, utile davvero a pochi, mentre  l&#8217;emergenza e le esigenze reali viaggiano su altri binari. Ci appelliamo  alla politica perché colga appieno l&#8217;importanza e la necessità di  investire sul trasporto pubblico locale e si metta a lavorare subito per  recuperare l&#8217;enorme ritardo accumulato dalla nostra Regione in tema di  ferrovie.&#8221;</p>
<p>I  militanti di Legambiente ci tengono che i riflettori vengano  focalizzati sul concetto di &#8220;metropolitana in superficie&#8221;, cioè sul  progetto ideale di potenziare tutte le stazioni ferroviarie presenti  all&#8217;interno del territorio anconetano, anche centrale, al fine di creare  un vero e proprio servizio urbano e extra urbano, che sia valida  alternativa all&#8217;automobile e all&#8217;autobus. La speranza dunque è che nella  nostra regione come in Italia al fronte di molte tasse e sacrifici da  parte dei cittadini vi siano almeno dei servizi che soddisfino la  domanda.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Petizione a Pesaro: &#8220;Libertà è Partecipazione&#8221;</title>
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		<pubDate>Sat, 24 Dec 2011 01:27:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“Conoscere per deliberare” è il motto dei Radicali Marche. Non è solo uno slogan vuoto di senso, semmai un programma, una percorso ideale nel quale muoversi.
Ecco perché a Pesaro inizieremo oggi una raccolta firme per una petizione che impegni la Giunta a proporre al Consiglio comunale una modifica dello Statuto del Comune di Pesaro inserendo, tra gli strumenti di iniziativa popolare, anche lo strumento dell&#8217;interrogazione popolare* al Sindaco, prevedendo termini temporali perentori di risposta per iscritto ai promotori della stessa.
Lo chiediamo noi Radicali? Non proprio.
A chiedercelo è prima di tutto la Costituzione che all&#8217;articolo 118 dispone: “Stato, Regioni, Città metropolitane, ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1459" title="Petizione" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/petizione-cambio-viabilita-scuola-toti-300x202.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="202" />“<span style="font-size: small;">Conoscere per deliberare” è il motto dei Radicali Marche. Non è solo uno slogan vuoto di senso, semmai un programma, una percorso ideale nel quale muoversi.<br />
Ecco perché <strong>a Pesaro inizieremo oggi una raccolta firme per una petizione</strong> che impegni la Giunta a proporre al Consiglio comunale una modifica dello Statuto del Comune di Pesaro <strong>inserendo, tra gli strumenti di iniziativa popolare, anche lo strumento dell&#8217;interrogazione popolare</strong>* al Sindaco, prevedendo termini temporali perentori di risposta per iscritto ai promotori della stessa.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Lo chiediamo noi Radicali? Non proprio.<strong><br />
A chiedercelo è prima di tutto la Costituzione</strong> che all&#8217;articolo 118 dispone: “Stato, Regioni, Città metropolitane, Province e Comuni favoriscano l&#8217;autonoma iniziativa dei cittadini, singoli e associati, per lo svolgimento di attività di interesse generale, sulla base del principio di sussidiarietà”.<strong><br />
A 	chiedercelo è la Corte Costituzionale</strong> che, con la sentenza 	106/2002, afferma: “L’articolo 1 della Costituzione, nello 	stabilire, con formulazione netta e definitiva, che la sovranità 	&#8220;appartiene&#8221; al popolo, impedisce di ritenere che vi siano 	luoghi o sedi dell’organizzazione costituzionale nella quale essa 	si possa insediare esaurendovisi. Le forme e i modi nei quali la 	sovranità del popolo può svolgersi, infatti, non si risolvono 	nella rappresentanza, ma permeano l’intera intelaiatura 	costituzionale: si rifrangono in una molteplicità di situazioni e 	di istituti ed assumono una configurazione talmente ampia da 	ricomprendere certamente il riconoscimento e la garanzia delle 	autonomie territoriali”.<strong><br />
A 	chiedercelo è il Testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli 	enti locali</strong></span><span style="font-size: small;"> che dispone all&#8217;art. 8 comma 1: 	“I comuni, anche su base di quartiere o di frazione, valorizzano 	le libere forme associative e promuovono organismi di partecipazione 	popolare all&#8217;amministrazione locale. I rapporti di tali forme 	associative sono disciplinati dallo statuto”.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">La 	partecipazione del cittadino alla vita democratica è un principio 	che discende direttamente dal diritto di sovranità popolare e dal 	diritto di cittadinanza, riaffermato dalla normativa europea. Alcune 	azioni dell&#8217;Unione, quali la &#8220;</span><strong><span style="font-size: small;"><strong>Carta</strong></span></strong><span style="font-size: small;"><strong> </strong></span><strong><span style="font-size: small;"><strong>europea dei diritti dell&#8217;uomo 	nella città</strong></span></strong><span style="font-size: small;">&#8221; (2000) e 	l&#8217;Agenda della conferenza di Fuerteventura, &#8220;</span><strong><span style="font-size: small;"><strong>Sviluppo 	della cittadinanza democratica e di una leadership responsabile a 	livello locale</strong></span></strong><span style="font-size: small;">&#8221; (2002), 	sostengono la partecipazione diretta dei cittadini e la massima 	trasparenza nelle comunicazioni tra pubblica amministrazione e 	cittadini.<br />
Il 	principio della partecipazione attiva e della trasparenza 	dell&#8217;azione amministrativa, ribadito dalla &#8220;</span><strong><span style="font-size: small;"><strong>Carta 	europea per i diritti del cittadino nella Società dell&#8217;informazione 	e della conoscenza</strong></span></strong><span style="font-size: small;">&#8220;, con 	particolare riferimento alle tecnologie informatiche, sancisce 	quattro diritti fondamentali: il diritto all&#8217;accesso,il diritto 	all&#8217;informazione, il diritto alla formazione, il diritto alla 	partecipazione.</span></p>
<p><span style="font-size: small;">Ecco perché noi chiediamo oggi questo importante strumento.<br />
Aiutaci firmando anche tu o raccogliendo con noi le firme necessarie. Chiama il numero 393.23.00.135 oppure scrivi a <a href="mailto:radicali.marche@gmail.com">radicali.marche@gmail.com</a> per avere maggiori informazioni.</span></p>
<p><span style="font-size: small;"><em><strong>*L&#8217;interrogazione popolare consiste nella domanda, rivolta al Sindaco, su fatti concernenti la comunità cittadina, ovvero su atti o iniziative dell&#8217;Amministrazione.</strong></em></span></p>
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		<title>Un libro aperto. Un&#8217;ora d&#8217;aria.</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 16:38:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[L&#8217;Associazione Italiana Biblioteche delle Marche (AIB Marche), Rotaract, l&#8217;Assessorato regionale della Cultura e gli editori marchigiani promuovono l&#8217;inziativa &#8220;Un libro per un&#8217;ora d&#8217;aria &#8211; dona un libro al carcere&#8221;. L&#8217;obiettivo è quello di promuovere la lettura nelle carceri attraverso la solidarietà del mondo &#8220;libero&#8221;, una piccola azione per farsi carico della disumana e degradante condizione carceraria. Un progetto che nasce dalla volontà di far crescere le biblioteche degli otto istituti di pena delle Marche e che si inserisce in una serie di convegni e corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari organizzati nel 2011 a  sostegno del più ampio progetto ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bibliotecheaperte.it/joomla/"><img class="alignleft size-large wp-image-1451" title="Un libro al Carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/libro_loc-profili_bassa-522x1024.png" alt="" hspace="10" width="412" height="808" /></a>L&#8217;Associazione Italiana Biblioteche delle Marche (AIB Marche), Rotaract, l&#8217;Assessorato regionale della Cultura e gli editori marchigiani promuovono l&#8217;inziativa &#8220;Un libro per un&#8217;ora d&#8217;aria &#8211; dona un libro al carcere&#8221;. L&#8217;obiettivo è quello di promuovere la lettura nelle carceri attraverso la solidarietà del mondo &#8220;libero&#8221;, una piccola azione per farsi carico della disumana e degradante condizione carceraria. Un progetto che nasce dalla volontà di far crescere le biblioteche degli otto istituti di pena delle Marche e che si inserisce in una serie di convegni e corsi di aggiornamento professionale per bibliotecari organizzati nel 2011 a  sostegno del più ampio progetto sperimentale di sviluppo di una &#8220;Rete  delle biblioteche carcerarie marchigiane&#8221;.</p>
<p>Aderire è semplice. Si possono donare libri e altri materiali documentari, nuovi e usati.<br />
Una prima fase di 4 mesi sarà dedicata alla raccolta del materiale (da metà dicembre 2011 ad aprile 2012) in tutte le biblioteche e le librerie marchigiane aderenti all&#8217;iniziativa. I materiali verranno selezionati e destinati ai vari istituti, per la lettura ma anche per creare fondi di specializzazione. Nella seconda fase saranno messi in vendita i doppioni o le pubblicazioni ritenute non idonee in luoghi prestabiliti ad un prezzo simbolico di un euro al pezzo. Con i soldi raccolti verranno acquistati documenti nuovi e mirati per arricchire ulteriormente il patrimonio delle varie biblioteche d&#8217;istituto.    L&#8217;Aib Marche curerà il coordinamento dell&#8217;intera iniziativa e del «mercatino dei libri».</p>
<p>Chi volesse donare un libro al carcere può trovare le informazioni e l&#8217;elenco dei punti di raccolta al portale <a href="http://www.bibliotecheaperte.it/" target="_blank">www.bibliotecheaperte.it</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Ancona: nel carcere di Montacuto scoppia la rivolta</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 14:51:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il  carcere di Montacuto ad Ancona è oramai è diventato un caso nazionale,  proprio lì, giorni fa, è esplosa una rivolta da parte di una ventina di  detenuti. Questi avrebbero dato fuoco ad alcuni mucchi di lenzuola  dentro le loro celle, sbattendo le gavette e venendo anche alle mani tra  di loro. L&#8217;ordine è stato poi ristabilito grazie all&#8217;intervento di una  squadra di poliziotti in assetto antisommossa.
Ma  perché sarebbe successo tutto ciò? E&#8217; stata una forma di protesta da  parte dei detenuti per le condizioni di vita in carcere e il sovraffollamento ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1435" title="Carcere Montacuto" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/carcere-Montacuto-2-300x200.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="200" />Il  carcere di Montacuto ad Ancona è oramai è diventato un caso nazionale,  proprio lì, giorni fa, è esplosa una rivolta da parte di una ventina di  detenuti. Questi avrebbero dato fuoco ad alcuni mucchi di lenzuola  dentro le loro celle, sbattendo le gavette e venendo anche alle mani tra  di loro. L&#8217;ordine è stato poi ristabilito grazie all&#8217;intervento di una  squadra di poliziotti in assetto antisommossa.</p>
<p>Ma  perché sarebbe successo tutto ciò? E&#8217; stata una forma di protesta da  parte dei detenuti per le condizioni di vita in carcere e il sovraffollamento della struttura e, sembra evidente che i detenuti siano  arrivati al limite dell&#8217;esasperazione. Le reazioni politiche non si  sono fatte attendere e molti esponenti di tutte le forze politiche hanno  espresso la propria preoccupazione per una vicenda che va oramai  affrontata con metodi condivisi e radicali.</p>
<p>Il carcere è stato poi inseguito oggetto di numerose visite da parte di esponenti politici e dell&#8217;associazionismo tra cui <strong>Samuele Animali</strong> (presidente Antigone Marche). Nei giorni successivi sono andati nel carcere il sindaco di Ancona <strong>Fiorello Gramillano</strong>, accompagnato dal prof. <strong>Italo Tanoni</strong> (Ombudsman regionale, garante dei diritti dei detenuti), i quali hanno avuto un incontro con la direttrice del carcere <strong>Santa Lebboroni</strong> che ha confermato il massimo impegno  per migliorare le condizioni della struttura.</p>
<p>Peccato  che proprio Santa Lebboroni, il giorno dopo l&#8217;incontro con le  istituzioni locali, è stata allontanata dal suo incarico insieme al  comandante della Polizia penitenziaria <strong>Gerardo D&#8217;Errico</strong>, in  attesa di essere indirizzati in altra sede. È abbastanza ovvio come,  riflettendo sulle cause più profonde del sovraffollamento dell&#8217;istituto  di Montacuto e sulla condizioni di violazione dei diritti umani, non è  pensabile che l&#8217;allontanamento di un direttore e un comandante possa  risolvere i problemi che sono di natura molto più grande.</p>
<p>I  perché delle carceri italiane sono di carattere nazionale, culturale e  che affondano nel sistema giustizia del paese Italia. In questo momento,  la decisione del Provveditorato regionale delle Marche nei confronti  della Lebboroni e di D&#8217;Errico sa molto di ricerca del capro espiatorio  in attesa di mettere qualche pezza che tamponi le perdite del  penitenziario.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le Sex Workers</title>
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		<pubDate>Sat, 17 Dec 2011 10:37:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 17 dicembre è la Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le sex workers. A Roma alle ore 12 i Radicali depositeranno fiori sulla scalinata del Campidoglio e leggeranno i nomi delle prostitute uccise negli ultimi tre anni.
Oggi, sabato 17 dicembre, nella “Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le Sex Workers”, una delegazione Radicale depositerà a Roma, alle ore 12, un mazzo di fiori sulla scalinata del Campidoglio per ricordare la tragedia di centinaia di prostitute vittime delle leggi proibizoniste, della violenza e dell’odio. I partecipanti avranno degli ombrellini rossi, simbolo internazionale delle Sex Workers.
Negli ultimi ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il 17 dicembre è la Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le sex workers. A Roma alle ore 12 i Radicali depositeranno fiori sulla scalinata del Campidoglio e leggeranno i nomi delle prostitute uccise negli ultimi tre anni.</strong></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1430" title="Sex workers" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/sex-workers-300x199.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="199" />Oggi, sabato 17 dicembre, nella “Giornata Internazionale per la fine della violenza contro le Sex Workers”, una delegazione Radicale depositerà a Roma, alle ore 12, un mazzo di fiori sulla scalinata del Campidoglio per ricordare la tragedia di centinaia di prostitute vittime delle leggi proibizoniste, della violenza e dell’odio. I partecipanti avranno degli ombrellini rossi, simbolo internazionale delle Sex Workers.</p>
<p>Negli ultimi tre anni sono state uccise in Italia almeno trenta prostitute, ed  i Radicali leggeranno pubblicamente i loro nomi. E’ indefinito il numero delle violenze e delle rapine contro le persone che si prostituiscono perché tali crimini non vengono neppure più denunciati per paura.</p>
<p>I Radicali hanno già <a href="http://blog.donatellaporetti.it/?p=86" target="_blank">depositato in Parlamento una proposta di legge</a>, a prima firma della Senatrice Donatella Poretti, che chiede di legalizzare il fenomeno della prostituzione.</p>
<p>L’”International Day to End Violence Against Sex Workers”  istituito nel 2003 dall’organizzazione Americana “<a href="http://www.swopusa.org/" target="_blank">Sex Workers Outreach Project USA</a>”, ha l’obiettivo di ricordare gli effetti gravissimi del proibizionismo sulla prostituzione: dalla diffusione dell’Aids alle altre malattie sessualmente trasmissibili, dalla violenza e dall’odio contro le persone che si prostituiscono fino alla lotta per combattere lo stigma alimentato da leggi assurde e anti-costituzionali.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Intervenire in tutte le carceri marchigiane: &#8220;problema trasnazionale&#8221;</title>
		<link>http://beta.radicalimarche.org/2011/12/14/intervenire-in-tutte-le-carceri-marchigiane-problema-trasnazionale/</link>
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		<pubDate>Wed, 14 Dec 2011 12:41:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati Stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Il  Presidente dell&#8217;Ass. Radicali Marche sottolinea l’importanza di  interventi strutturali non solo per il carcere di Montacuto ma per tutte  le carceri marchigiane, italiane, europee e non solo.
Matteo Mainardi (Presidente Radicali Marche) ha dichiarato:
Le rivolte interne al carcere di Montacuto hanno  riportato all&#8217;attenzione dei media, e solo per poco tempo a quella  dell&#8217;agenda politica, la disumana e degradante condizione che vive il  &#8220;pianeta carcere&#8221;. Condizione non solo riscontrabile nel carcere di  Montacuto (AN) ma in tutte le carceri del territorio italiano. Da  Radicali chiediamo, non da oggi, un&#8217;amnistia per la Repubblica, per ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><span style="font-size: small;"><span style="font-family: Calibri;">Il  Presidente dell&#8217;Ass. Radicali Marche sottolinea l’importanza di  interventi strutturali non solo per il carcere di Montacuto ma per tutte  le carceri marchigiane, italiane, europee e non solo.</span></span></strong><em></em></p>
<p><em><span>Matteo Mainardi (Presidente Radicali Marche) ha dichiarato:</span></em></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-1422" title="Carcere Montacuto" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/carcere-Montacuto-1.jpg" alt="" hspace="10" width="180" height="140" />Le <a href="http://marche.sappe.it/public/post/rivolta-c-c-ancona-122.asp" target="_blank">rivolte interne al carcere di Montacuto</a> hanno  riportato all&#8217;attenzione dei media, e solo per poco tempo a quella  dell&#8217;agenda politica, la disumana e degradante condizione che vive il  &#8220;pianeta carcere&#8221;. Condizione non solo riscontrabile nel carcere di  Montacuto (AN) ma in tutte le carceri del territorio italiano. Da  Radicali chiediamo, non da oggi, un&#8217;amnistia per la Repubblica, per la  giustizia, per la magistratura, per gli operatori e la polizia  penitenziaria, per i detenuti, per i loro familiari. Oppure la politica  dell&#8217;asse PD-PDL-FLI-IDV-LN preferisce che altri episodi come quello di  Montacuto si ripetano in altre carceri?</p>
<p>&#8220;Il Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito  si è impegnato a monitorare la situazione delle carceri e la condizione  dei detenuti in tutto il mondo”, <a href="http://www.radicali.it/rassegna-stampa/inferno-carceri-lemergenza-non-pu-aspettare" target="_blank">ha dichiarato Marco Pannella</a> intervenuto ai lavori del 39° Congresso del Nonviolent Radical Party  Transnational e Transparty, conclusisi domenica a Roma presso  l’Hotel Summit.</p>
<p>Da undici giorni il leader Radicale ha ripreso l’iniziativa  nonviolenta di sciopero della fame a favore di una grande Amnistia da  adottare non come atto di clemenza, ma come strumento non negoziabile  per affrontare la crisi del sistema carcerario, che faccia da traino a  una riforma complessiva della giustizia. Una battaglia che vede  impegnati, insieme ai Radicali, direttori, agenti, psicologi, operatori e  gli altri componenti della comunità penitenziaria, e che &#8220;il Partito  Radicale si impegnerà a estendere sul fronte transnazionale attraverso  un monitoraggio dello stato delle prigioni e dei reclusi nel resto del  mondo&#8221;, come <a href="http://www.radicali.it/comunicati/20111213/demba-traore-segretario-del-prntt-mia-elezione-dimostra-che-diversit-ricchezza-n" target="_blank">ha annunciato Demba Traoré</a> (Segretario del PRNTT) ai partecipanti al Congresso  provenienti da 45 Paesi del mondo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Mozione Generale approvata al 39° Congresso del PRNTT</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 17:36:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Incontri]]></category>
		<category><![CDATA[congresso prntt]]></category>
		<category><![CDATA[mozione generale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, riunito a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011
saluta


la straordinaria partecipazione di congressisti, fra i quali esponenti politici, parlamentari e membri di governi, militanti dei diritti umani e della democrazia provenienti da oltre 40 Paesi del mondo, che in gran parte hanno scelto di iscriversi al partito considerandolo un organismo politico all’interno del quale lavorare per realizzare speranze e obiettivi di lotta nonviolenta;
rileva
che il Partito Radicale, a oltre vent’anni dalla sua evoluzione in partito transnazionale e transpartito per affrontare le sfide globali che emergono con sempre più drammatica attualità, è ancora l’unico ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div><img class="alignleft" title="Congresso PRNTT" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/Congresso-PRNTT-e1323625078237.jpg" alt="" hspace="10" width="253" height="452" />Il 39° Congresso del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, riunito a Roma dall’8 all’11 dicembre 2011</div>
<div style="text-align: center;"><strong>saluta</strong></div>
<div style="text-align: center;"><strong><br />
</strong></div>
<div>la straordinaria partecipazione di congressisti, fra i quali esponenti politici, parlamentari e membri di governi, militanti dei diritti umani e della democrazia provenienti da oltre 40 Paesi del mondo, che in gran parte hanno scelto di iscriversi al partito considerandolo un organismo politico all’interno del quale lavorare per realizzare speranze e obiettivi di lotta nonviolenta;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>rileva</strong></div>
<div>che il Partito Radicale, a oltre vent’anni dalla sua evoluzione in partito transnazionale e transpartito per affrontare le sfide globali che emergono con sempre più drammatica attualità, è ancora l’unico soggetto politico al quale tutti nel mondo possono iscriversi, con il solo vincolo dell’esercizio della piena loro libertà di coscienza civile;</div>
<div>che il rispetto dei diritti umani, della democrazia, dello stato di diritto e del principio di legalità, proclamati dal diritto internazionale, resta obiettivo ancora da conquistare sia nel mondo cosiddetto ‘in via di sviluppo’ che nei Paesi economicamente più sviluppati;</div>
<div>che questo è comprovato anche dalle crescenti difficoltà della proposta politica, avanzata dal partito nel congresso di Tirana nel 2002, della creazione di un’organizzazione mondiale “della” e “delle” Democrazie;</div>
<div>che la violazione dei principi costituzionali e delle libertà fondamentali avviene in modo sempre più frequente anche nei Paesi che da più tempo si reggono con strutture formalmente democratiche;</div>
<div>che dunque la degenerazione della democrazia in ‘democrazia reale’, attraverso la violazione costante ormai pluridecennale del principio di legalità e lo svuotamento delle istituzioni, manifesta una patologia mortale dell’ideale democratico;</div>
<div>che questo fenomeno è eclatante in Italia, dove il partito ha scelto di impegnarsi a fondo nel corso degli ultimi anni affinché il Paese possa tornare a potersi definire uno stato di diritto, democratico;</div>
<div>che la situazione di illegalità dello Stato rispetto all’amministrazione della giustizia e in generale alle condizioni delle carceri è un fenomeno che non riguarda solo l’Italia ma che, come analizzato nella relazione presentata al congresso da Ristretti Orizzonti e illustrato dalle testimonianze di numerosi partecipanti, riguarda tutto il mondo, dove le persone detenute sono oltre dieci milioni e il diritto alla giustizia viene violato gravemente;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>individua</strong></div>
<div>nell’amnistia uno strumento prezioso in grado da un lato di riportare in Italia lo Stato al rispetto della legalità e, dall’altro, di realizzare la condizione per una riforma strutturale del sistema giudiziario, in un paese in cui ci sono circa 10 milioni tra procedimenti civili e penali pendenti;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>conferma</strong></div>
<div>la necessità del rafforzamento laddove esistenti, e della creazione dove non siano ancora previste, di giurisdizioni internazionali che siano capaci di attuare il rispetto dei diritti umani, civili e politici ormai storicamente acquisiti come ‘naturali’ laddove gli Stati nazionali non siano in grado di farlo;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>rileva</strong></div>
<div>che la crisi dell’Europa è innanzitutto istituzionale e politica e, solo come conseguenza di questo, è anche crisi economica e finanziaria;</div>
<div>che gli obiettivi individuati in modo profetico nel 1941 nel Manifesto di Ventotene di Altiero Spinelli e di Ernesto Rossi per gli Stati Uniti d’Europa restano l’unica risposta possibile per contrastare l’evoluzione pseudo-tecnocratica ed economicistica dell’Europa e per garantire effettivamente l’esercizio dei diritti individuali di tutti;</div>
<div>che la prospettiva politica federalista è l’unica adeguata per affrontare le sfide che riguardano non solo l’Europa ma tutto il mondo, a partire dalla necessaria e urgente integrazione della regione euro-mediterranea, del continente africano, di quello asiatico e di quello americano;</div>
<div>rileva con grande soddisfazione che tanti esponenti di minoranze politiche, etniche o religiose intervenuti al congresso hanno maturato l’evoluzione della loro lotta da posizioni di ricerca di indipendenze nazionali a quelle autonomiste-federaliste, avendo come obiettivo non il garantire privilegi a una minoranza ma il conquistare diritti per tutti;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>considera</strong></div>
<div>che l&#8217;Europa e i popoli dell&#8217;Africa, dell’Asia e del Medio Oriente sono stati eternamente legati dal commercio, dalla guerra e dal colonialismo. Ora che quei popoli nel Mediterraneo meridionale si sono mossi in cerca della dignità, della giustizia e della democrazia, l&#8217;Europa ha l’obbligo di sostenerli, dopo aver a lungo sostenuto i regimi autoritari che hanno oppresso per decenni quella regione, e a questo fine ritiene che l&#8217;Europa debba sospendere aiuti, commercio e riconoscimenti formali nei confronti di quei regimi non eletti che non rispettino la clausola democratica prevista dagli accordi di cooperazione;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>denuncia</strong></div>
<div>il rischio che le rivolte che hanno interessato la regione del Medio Oriente e del Nord Africa nel 2011 non raggiungano gli obiettivi di libertà e democrazia e che possano essere bloccate o dirottate da forze reazionarie, da nuovi radicalismi islamisti o dall&#8217;esercito;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>afferma</strong></div>
<div>che dopo l’approvazione nel 2007 della storica Risoluzione ONU per la moratoria universale delle esecuzioni, ottenuta dopo 15 anni di iniziative politiche e istituzionali e di lotte nonviolente del Partito Radicale e di Nessuno tocchi Caino, e la larghissima maggioranza con cui nel dicembre 2010 è stata approvata la nuova Risoluzione pro-moratoria, il mondo sta andando verso il superamento dell’arcaico sistema della pena di morte e che è ora essenziale che la moratoria sia applicata concretamente ovunque e in qualsiasi circostanza;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>si congratula</strong></div>
<div>per i risultati della Conferenza regionale sulla pena di morte tenutasi in Ruanda il 13 e 14 ottobre 2011 e con le istituzioni legislative e di governo di quegli Stati, come la Mongolia, la Repubblica Centrafricana, lo Swaziland e il Ciad, i cui rappresentanti hanno confermato anche in</div>
<div>congresso l’impegno in atto nei loro Paesi a giungere all’abolizione o alla moratoria anche formale della pena di morte dai propri ordinamenti;</div>
<div>riafferma con forza che la nonviolenza è «lo strumento più adeguato per promuovere l’affermazione dei diritti umani fondamentali», come stabilito dalla Risoluzione sui diritti umani nel mondo adottata dal Parlamento Europeo nel 2008, e chiede che a tale definizione seguano finalmente impegni concreti anche di bilancio da parte delle istituzioni europee;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>sollecita ancora una volta</strong></div>
<div>l&#8217;accertamento formale delle responsabilità che hanno portato nel marzo 2003 allo scoppio della guerra in Iraq sulla base di informazioni falsificate e di menzogne da parte del primo ministro britannico Tony Blair e del presidente degli Stati Uniti George W. Bush ai propri stessi parlamenti e popoli, per impedire l&#8217;alternativa di una pace possibile attraverso l&#8217;esilio di Saddam Hussein;</div>
<div>considerato inoltre che la recente dichiarazione della Commissione Chilcot di Londra ha stabilito che occorre maggior tempo, almeno fino all’estate 2012, per produrre un rapporto che possa rendere giustizia al tema affrontato, richiede che i lavori della Commissione e la pubblicazione del rapporto finale dell’inchiesta siano attentamente monitorati;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>saluta</strong></div>
<div>la creazione dello “Special rapporteur per la promozione della verità, della giustizia, della riparazione e delle garanzie di non ripetizione” da parte del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU il 30 settembre 2011, con lo scopo di evitare il ripetersi di situazione come quella che ha portato allo scoppio del conflitto iracheno;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ritiene</strong></div>
<div>che sia giunta l’ora che anche in Italia venga promossa una commissione d’inchiesta sul conflitto iracheno;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>riafferma</strong></div>
<div>la necessità di cancellare tutte quelle proibizioni che impediscono le scelte individuali che non recano danno ad altri per renderle possibili, libere e consapevoli in un chiaro quadro mondiale di regolamentazione sia che si tratti della sfera affettiva, della libertà di ricerca scientifica e cure nonché della produzione, del consumo e del commercio delle piante e sostanze incluse nelle Convenzioni ONU sulle sostanze stupefacenti. Solo una regolamentazione legale di questi fenomeni potrà consentire libertà individuali quanto sviluppo umano ed economico equo e sostenibile nel mondo;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ritiene</strong></div>
<div>necessario e urgente riprendere in considerazione azioni nonviolente per l’affermazione di coscienza e disobbedienza civile contro le peggiori leggi liberticite e rafforzare la presenza del Partito alle Nazioni Unite ogni qualvolta l’ONU è chiamata ad affrontare questioni legate a discriminazioni e proibizioni arbitrarie che non hanno motivo né scientifico né giuridico;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>individua</strong></div>
<div>nei fenomeni dell’espansione della popolazione umana e dell’esaurimento delle risorse naturali del pianeta due tra le cause più dirette della crisi umanitaria, sociale, politica ed economica degli ultimi decenni;</div>
<div>ritiene necessario promuovere progetti di mitigazione della crisi attraverso azioni di sensibilizzazione e informazione pubblica, come quelli promossi dal Population Media Center, affinché vengano adottate con urgenza misure di ‘rientro’ della popolazione mondiale entro ordini di grandezza più contenuti. Tale rientro potrà avvenire in modo ‘dolce’ – cioè liberale e non autoritario – attraverso l&#8217;affermazione del diritto umano fondamentale delle donne alla scelte individuali in materia di maternità e salute riproduttiva, come già previsto, sulla carta, dalle Nazioni Unite;</div>
<div>individua la necessità della creazione o del rafforzamento di strumenti per la difesa transnazionale degli ecosistemi, inclusi gli strumenti giuridici e di mercato a tutela delle risorse naturali scarse;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>denuncia</strong></div>
<div>il perdurare della pratica delle mutilazioni genitali femminili – contro la quale il Partito conduce, con Non c’è Pace Senza Giustizia e con il Comitato Interafricano contro le Pratiche Tradizionale Nocive per Donne e Bambine, una campagna per l’adozione di una risoluzione dell’Assemblea Generale dell’ONU per la loro messa al bando; denuncia altresì la pratica nefasta dei matrimoni imposti ai bambini;</div>
<div style="text-align: center;"><strong>ribadisce</strong></div>
<div>la priorità della lotta contro l&#8217;impunità per i crimini internazionali, condizione essenziale per la pace e la stabilità, e sottolinea l&#8217;importanza cruciale del lavoro in corso per rafforzare l&#8217;impatto e assicurare effetto a lungo termine di istituzioni internazionali di giustizia penale, come i tribunali penali internazionali ad hoc e la Corte Penale Internazionale;</div>
<div>prende atto con allarme dei dati diffusi dalle Nazioni Unite, secondo i quali oltre un miliardo di persone (all’ottanta per cento nei Paesi in via di sviluppo), cioè un settimo della popolazione mondiale sono affette da disabilità, in una popolazione che mediamente invecchia, e ritiene che questa emergenza sociale, oggetto di trattati e convenzioni internazionali quali la Convenzione ONU sulla disabilità, richieda un impegno concreto di attuazione da parte della comunità internazionale;</div>
<div>ritiene, di fronte al proseguirsi nel mondo degli attacchi alla libera ricerca e conoscenza, alla libertà di coscienza e di pensiero, alla stessa libertà religiosa e di parola e alle altre forme di oscurantismo sia di matrice politico-ideologica che di natura dogmatico-religiosa, urgente e necessario compiere ulteriori passi verso il consolidamento del Congresso mondiale per la libertà di ricerca scientifica. promosso dall’Associazione Luca Coscioni, come sede permanente di confronto e di iniziativa per i diritti umani, civili e politici fondamentali di ogni cittadino;</div>
<div>
<div style="text-align: center;"><strong><span>ribadisce</span></strong></div>
<div><span>Che le guerre e le violenze nei Balcani hanno lasciato profonde </span><span>conseguenze politiche, economiche e psicologiche che ancora a lungo </span><span>influenzeranno le relazioni in questa parte d’Europa.</span></div>
<div><span>Purtroppo i paesi balcanici sono pian piano usciti dal focus dell’Unione </span><span>Europea. Ma l’annunciato ingresso dei Balcani nell’UE significherebbe </span><span>trovare soluzioni alle dispute tra i paesi balcanici all’interno delle </span><span>istituzioni europee.</span></div>
</div>
<div style="text-align: center;"><strong>riafferma</strong></div>
<div>il diritto fondamentale di tutti e ciascuno alla comunicazione linguistica, senza privilegi e con vantaggio immenso per tutti, contribuendo così a salvaguardare l’ecosistema delle lingue, patrimonio dell’intera umanità, e ribadisce il proprio impegno per assicurare formalmente il diritto dell’umanità all’alfabetizzazione nella Lingua internazionale (detta Esperanto) quale diritto umano, riconosciuto come tale dalla legalità internazionale ed europea, dalla comunità transnazionale e dalle altre sedi e fonti di diritto;</div>
<div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong>impegna gli organi dirigenti</strong></span></div>
<div style="text-align: center;"><span style="text-decoration: underline;"><strong><br />
</strong></span></div>
<div>a rilanciare il progetto degli Stati Uniti d’Europa e la prospettiva federalista mondiale in tutte le organizzazioni internazionali regionali;</div>
<div>a operare per l’attivazione concreta delle giurisdizioni o quasi giurisdizioni internazionali a tutela dei diritti umani e delle libertà fondamentali;</div>
<div>a elaborare una proposta di monitoraggio internazionale sulle condizioni di detenzione;</div>
<div>a promuovere ove possibile la presenza di membri del partito all’interno di missioni di osservazione elettorale in Medio Oriente e Nord Africa;</div>
<div>ad avviare una campagna di iscrizione rivolta in particolare a quegli esponenti e militanti liberali e democratici nonviolenti che condividono gli obiettivi del partito, servendosi anche di strumenti telematici nelle regioni del Nord Africa, del continente asiatico e dovunque questi si manifestino, ai quali il partito offrirà la propria esperienza politica.</div>
<div>Il Congresso accoglie la richiesta dell’Associazione Radicale Certi Diritti di divenire soggetto costituente il partito.</div>
<div>Il Congresso inoltre, ringrazia tutti coloro che hanno deciso di iscriversi al Partito nel corso del congresso; rivolge un ringraziamento speciale a Radio Radicale che ha trasmesso integralmente il congresso in diretta e ne rende disponibile tutte le fasi in audiovideo su internet in sette lingue.</div>
<div>Il Congresso infine, rivolge un pressante appello agli iscritti, ai militanti e ai simpatizzanti a sollecitare ovunque l’iscrizione al partito.</div>
<div id="_mcePaste" style="position: absolute; left: -10000px; top: 2546px; width: 1px; height: 1px; overflow: hidden;">
<p>Ribadisce</p>
<div>Che le guerre e le violenze nei Balcani hanno lasciato profonde  conseguenze politiche, economiche e psicologiche che ancora a lungo  influenzeranno le relazioni in questa parte d’Europa.</div>
<div>Purtroppo i paesi balcanici sono pian piano usciti dal focus  dell’Unione Europea. Ma l’annunciato ingresso dei Balcani nell’UE  significherebbe trovare soluzioni alle dispute tra i paesi balcanici  all’interno delle istituzioni europee.</div>
<div>Viene accolto dalla Presidenza.</div>
</div>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Montacuto, &#8220;un anno fa eravamo noi a chiedere una commissione d&#8217;inchiesta&#8221;</title>
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		<pubDate>Sun, 11 Dec 2011 08:43:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Stefano Pagliarini</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Dichiarazione di Stefano Pagliarini, Segretario Radicali Marche:
Ciò che sta avvenendo all’interno delle carceri italiane è la  conseguenza di tre fenomeni che stanno devastando il sistema giustizia  di questo paese. Il primo è la deliberazione di leggi proibizioniste (in  particolare la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi). Il secondo è l’abuso  della carcerazione preventiva che oramai viene messo in atto sempre di  più dalla nostra magistratura. Il terzo è la degenerazione della cultura  garantista del paese Italia che ha portato alla completa  inapplicabilità dell’art. 27 della nostra costituzione e alla sempre  maggiore usanza di trasferire ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong></strong><em>Dichiarazione di Stefano Pagliarini, Segretario Radicali Marche:</em></p>
<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1389" title="Corridoio carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/300951_2381495340422_1341861096_32921205_4421806_n1-300x199.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="199" />Ciò che sta avvenendo all’interno delle carceri italiane è la  conseguenza di tre fenomeni che stanno devastando il sistema giustizia  di questo paese. Il primo è la deliberazione di leggi proibizioniste (in  particolare la Bossi-Fini e la Fini-Giovanardi). Il secondo è l’abuso  della carcerazione preventiva che oramai viene messo in atto sempre di  più dalla nostra magistratura. Il terzo è la degenerazione della cultura  garantista del paese Italia che ha portato alla completa  inapplicabilità dell’art. 27 della nostra costituzione e alla sempre  maggiore usanza di trasferire i processi dalle aule di tribunale ai  parlamenti e trasmissioni televisive.</p>
<p>Nel particolare caso di Montacuto vogliamo ribadire con forza il  fatto che noi, come Radicali Marche, sono due anni che denunciamo le  violazioni dei diritti civili dei carcerati di Ancona e le diverse morti  avvenute nel luogo in questione. Il sovraffollamento, le morti per  abuso di psicofarmaci, i continui atti autolesionistici sono tutti  elementi che dimostrano il drammatico sintomo di una condizione indegna  di un paese che vuole definirsi civile.</p>
<p>Ribadiamo inoltre che, di fronte all’ipocrisia di numerosi esponenti  politici (regionali e non) che di fronte alla rivolta di Montacuto  esprimono il loro sdegno per la situazione, fummo noi un anno fa a  chiedere a gran voce una commissione consiliare cui affidare il compito  di valutare come i livelli essenziali di assistenza costituzionalmente  garantiti dall’art. 32 della Costituzione, fossero erogati negli  istituti di pena marchigiani, diritti su cui la regione e per essa  l’Asur ha competenza e responsabilità.</p>
<p>Ci aspettiamo dunque una maggiore presa di responsabilità da parte  delle istituzioni regionali e ribadiamo la necessità di istituire questa  Commissione Regionale.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Carceri: un anno fa chiedemmo commissione d&#8217;inchiesta regionale</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;I Radicali chiedono alla Regione Marche di istituire una commissione di  inchiesta sulla situazione delle carceri marchigiane, alla luce dei problemi di sovraffollamento che affliggono quasi tutti gli istituti di  reclusione, e degli ultimi casi di suicidio fra detenuti. La  commissione, sostengono, dovrebbe verificare anche se nelle vi sia un  ricorso improprio alla somministrazione di psicofarmaci. E se esso  corrisponda alla presenza di patologie certificate fra i detenuti&#8221;.
Il precedente virgolettato non è una dichiarazione postuma alle rivolte  ed allo sciopero della fame dei detenuti del Carcere di Montacuto, ma  un&#8217;ANSA del 19 novembre ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-1383" title="Carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/carcere1.jpg" alt="" hspace="10" width="157" height="117" />&#8220;I Radicali chiedono alla Regione Marche di istituire una commissione di  inchiesta sulla situazione delle carceri marchigiane, alla luce dei problemi di sovraffollamento che affliggono quasi tutti gli istituti di  reclusione, e degli ultimi casi di suicidio fra detenuti. La  commissione, sostengono, dovrebbe verificare anche se nelle vi sia un  ricorso improprio alla somministrazione di psicofarmaci. E se esso  corrisponda alla presenza di patologie certificate fra i detenuti&#8221;.<br />
Il precedente virgolettato non è una dichiarazione postuma alle rivolte  ed allo sciopero della fame dei detenuti del Carcere di Montacuto, ma  un&#8217;ANSA del 19 novembre 2010.<br />
I Radicali da tempo denunciano la  situazione esplosiva delle carceri italiane. Per attuare le riforme che  servono per la giustizia ed il &#8220;pianeta carcere&#8221; la nostra proposta è  quella di un&#8217;amnistia per la Repubblica<span style="color: #888888;">.<br />
</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se la crisi è dietro le sbarre</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Dec 2011 14:40:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[di Valentina Ascione su &#8220;gli Altri&#8221;
Si è scatenato il caos nel carcere di Montacuto, ad Ancona, quando  ieri un detenuto ha preso ago e filo e si è cucito la bocca. E altri si  sono armati di lamette da barba e con l’aiuto delle bombolette a gas da  campeggio hanno cercato di dare fuoco ad alcune celle, bruciando  lenzuola e indumenti. Confusione, paura e fumo nella sezione  interessata, ma l’intervento tempestivo della polizia penitenziaria in  assetto antisommossa ha evitato il peggio e al termine della giornata  non si sono registrati feriti tra i ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>di Valentina Ascione su &#8220;<em><a href="http://www.glialtrionline.it/home/2011/12/10/se-la-crisi-e-dietro-le-sbarre/" target="_blank">gli Altri</a></em>&#8221;</p>
<p><a href="http://www.glialtrionline.it/home/2011/12/10/se-la-crisi-e-dietro-le-sbarre/"><img class="alignleft size-medium wp-image-1378" title="Valentina Ascione" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/300951_2381495340422_1341861096_32921205_4421806_n-271x300.jpg" alt="" hspace="10" width="170" height="187" /></a>Si è scatenato il caos nel carcere di Montacuto, ad Ancona, quando  ieri un detenuto ha preso ago e filo e si è cucito la bocca. E altri si  sono armati di lamette da barba e con l’aiuto delle bombolette a gas da  campeggio hanno cercato di dare fuoco ad alcune celle, bruciando  lenzuola e indumenti. Confusione, paura e fumo nella sezione  interessata, ma l’intervento tempestivo della polizia penitenziaria in  assetto antisommossa ha evitato il peggio e al termine della giornata  non si sono registrati feriti tra i detenuti, né tra gli agenti,  riferiscono le agenzie che nel tardo pomeriggio battevano la notizia  delle proteste iniziate già la sera precedente.</p>
<p>Proteste divampate, pare, per la mancanza di riscaldamento. Un motivo  apparentemente banale, forse, ma più che sufficiente ad accendere la  miccia di quella polveriera che è la casa circondariale di Montacuto,  dove i detenuti dormono sul pavimento perché in 440 sono costretti a  spartirsi i 178 posti regolamentari. “Stipati in quattro in celle da  uno”, come si legge nella interrogazione parlamentare stilata di recente  dai radicali Rita Bernardini e Marco Perduca.</p>
<p>La rivolta di Ancona dimostra che la febbre delle nostre galere è in  costante aumento. E cresce parallelamente alla popolazione detenuta, che  nei giorni scorsi ha nuovamente superato quota 68 mila. Mentre i posti –  i posti reali, non quelli ricavati aggiungendo piani ai letti a  castello o adibendo a dormitori gli spazi altrimenti destinati alla  socialità, all’assistenza sanitaria o alle poche ore di svago – sono  meno di 45 mila.</p>
<p>Eppure è una protesta ordinaria, quella che si è scatenata ieri a  Montacuto. Perché ordinario è il malessere che serpeggia nelle carceri  italiane. E che da nord a sud lega, come una catena del dolore,  l’esistenza di migliaia di uomini e donne senza diritti, scandita dalla  mancanza di spazio, luce e aria, di assistenza medica e psicologica. E,  in alcuni casi, perfino di cibo. Un’esistenza ridotta a mera e  insopportabile sopravvivenza, alla quale in moltissimi si ribellano con  atti di autolesionismo: cucendosi la bocca, come il detenuto maghrebino  di Ancona, tagliandosi con le lamette da barba o ingoiandole con pile e  altri oggetti.</p>
<p>Quest’anno il centro studi e ricerche della Uil Penitenziari ha  contato oltre 5 mila episodi. Insieme a 61 suicidi e più di 900  tentativi di suicidio, di chi preferisce la morte a una detenzione  illegale e a una vita ai minimi termini. 176 sono invece i decessi  complessivi che da gennaio a oggi si sono consumati nelle celle  italiane: gli ultimi tre nel giro di una settimana, quella scorsa. A  dimostrazione di come, a soli venti giorni dalla fine del 2011, ancora  non sia possibile fare un bilancio definitivo di un anno che, comunque,  si prospetta drammatico almeno quanto quelli precedenti (nel 2010 si  registrarono 184 morti totali, di cui 66 suicidi).</p>
<p>Il nuovo Guardasigilli, Paola Severino, ha annunciato lo studio di  misure strutturali certamente utilissime per sbloccare la macchina della  giustizia e affrontare la crisi delle carceri, tra cui un più ampio  accesso alle misure alternative e la reclusione domiciliare come pena  autonoma. Crediamo però che questi provvedimenti vadano trainati da  soluzioni in grado di interrompere drasticamente e subito lo stato di  illegalità delle nostre galere. Da un’amnistia, che numerosi esponenti  della comunità penitenziaria – direttori, volontari e altri operatori –  ritengono essere ormai uno strumento non solo indispensabile, ma non più  negoziabile.</p>
<p>Il livello di guardia è infatti superato. Il tempo scaduto. Dietro le sbarre c’è un’altra crisi che ci impone di fare presto.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Carceri: Radicali si appellano ai Parlamentari marchigiani</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 19:22:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Matteo Mainardi</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1375" title="Carcere" src="http://beta.radicalimarche.org/wp-content/uploads/2011/12/1038564-carcere-300x167.jpg" alt="" hspace="10" width="300" height="167" />Marco Pannella, i Parlamentari Radicali, i Consiglieri Regionali e gli altri dirigenti del Partito Radicale Nonviolento Transnazionale e Transpartito, venuti a conoscenza nel corso dei lavori del 39° Congresso della rivolta che si è scatenata oggi pomeriggio nel carcere di Montacuto ad Ancona, si sono appellati ai Parlamentari, in primo luogo a quelli eletti nelle Marche, affinché si rechino al più presto in visita all’istituto anconetano per verificare la situazione, così come torneranno a fare i Deputati e i Senatori Radicali non appena terminati i lavori congressuali che vedono al centro proprio i diritti umani fondamentali e la loro costante violazione non solo da parte dei regimi, ma anche di Stati partitocratici come il nostro.</p>
<p>Da mesi i Radicali denunciano il degrado della Casa Circondariale di Montacuto e le condizioni disumane che oggi hanno spinto i detenuti a dare fuoco alle celle, mettendo a rischio la vita propria e degli agenti di polizia penitenziaria. Condizioni disumane, sovraffollamento e carenza di personale ampiamente descritte nell’ultima – solo in ordine di tempo – interrogazione depositata dalla Deputata Rita Bernardini e dal Senatore Marco Perduca a seguito dell’ispezione effettuata lo scorso giugno.</p>
<p>Rivolgendo questo appello ai Parlamentari, Marco Pannella, che ha ripreso da cinque giorni lo sciopero della fame a favore di una grande amnistia, ha ribadito l’urgenza di questa misura non negoziabile per porre fine all’illegalità dell’intero sistema giudiziario e della sua appendice carceraria, e la necessità di estendere al fronte transnazionale la battaglia per la legalità delle carceri e il rispetto dei diritti umani dei detenuti.</p>
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